Moto2. Polso, pazienza e le lezioni di Rossi: così Pecco Bagnaia ha conquistato il mondo


Qual è la dote più grande di Francesco Bagnaia detto Pecco, neo campione del mondo della Moto2? «Fa sempre quello che va fatto», risponde Valentino Rossi, suo mentore nel team SkyVR46. Non è una dote qualsiasi. Si potrebbe dire anzi che è proprio quella che definisce il campione nato: un tipo che, assodato il talento di base, non promette a vanvera, si pone obiettivi chiari e sa come raggiungerli.

Domenica in Malesia al ragazzo di Chivasso bastava arrivare terzo e quello ha fatto, salendo sul podio insieme a Luca Marini, il fratello di Valentino Rossi e suo compagno di squadra, alla prima vittoria in carriera, e al portoghese Miguel Oliveira, suo principale avversario in campionato.

La loro, in realtà, è stata solo una battaglia di numeri, perché nella sostanza tecnica non c’è mai stata storia: Pecco ha prevalso per 8 vittorie a 2, ed è sempre parso padrone anche quando ha sofferto passaggi a vuoto. «Ma proprio quando ho vinto in Austria tornando in testa mi è stato chiaro che potevo farcela». Quello, più il trionfo all’esordio in Qatar, è stato lo snodo intorno a cui ha costruito la più bella stagione della vita.

Ragazzo adulto e serio che «a 21 anni corre con la saggezza di uno di 30» (copyright Pablo Nieto, il suo team manager), Pecco è un mix riuscito di doti tecniche (la staccata è il suo forte), capacità di lettura delle gare e serenità nell’aspettare il proprio momento senza sbracare. «Nel 2013, arrivavo dai campionati minori dove ero fra i più forti e mi sono ritrovato fra i più scarsi». Molti allora gli dissero di cambiare mestiere. Lui ha ascoltato solo se stesso, la famiglia che lo segue sempre con amore e passione e l’Academy di Rossi, il laboratorio di Tavullia che ha già sfornato il campione Moto2 del 2017 (Morbidelli) e, magari, quello del 2019, se Luca Marini manterrà le promesse come Pecco: «Senza l’Academy non avrei più corso. Per questo, se devo scegliere un parola per la vittoria, dico “insieme”», e sorride felice con la maglietta del migliore e l’emozione di avere trionfato sulla stessa pista dove nel 2008 conquistò il titolo della 250 Simoncelli.

Per Bagnaia ora c’è la MotoGp dove, come conferma la parabola di Morbidelli, «ricomincerò da zero, imparando». Tifoso nato della Rossa, lo farà su una Ducati Pramac con cui ha firmato prima ancora che iniziasse il campionato: «Una mossa che mi ha tolto ogni pensiero». L’ultima chance di vincere in Moto2 non è stata così un peso ma solo un buon motivo per sbrigarsi. E Pecco, in questo degno allievo di Valentino, lo ha fatto nell’ultimo modo che conoscono i campioni: dando gas, ma con la testa.

4 novembre 2018 (modifica il 4 novembre 2018 | 23:06)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *