Moto, Lorenzo il pacifico: «Ormai io e Marc siamo cresciuti»


VALENCIA Tre giorni all’alba, poi potr finalmente surfare sull’Honda. Aggirandosi mogio nel paddock e in pista — appena 15, sofferente per i postumi dell’infortunio alla mano sinistra che gli ha fatto saltare 4 gare — Jorge Lorenzo galleggia in bilico fra due emozioni: pi forte quella per la fine della storia con la Rossa oppure quella per l’inizio dell’avventura con la diva di Tokyo che, nella sua testa, dovrebbe riportarlo alla gloria?

Senza sbilanciarsi, il Por Fuera preferisce ricordare un matrimonio fruttifero per entrambi. Non ho rimpianti: se tornassi indietro sceglierei ancora la Ducati. Verit o propaganda? Chiss. Certo che il matrimonio stato a lungo l’opposto che fruttifero. Il 2017 gli valso appena due terzi e un secondo, il 7 posto nel Mondiale e una media di 7,6 punti a gara, ridicola per un campione come lui. l, e nei successivi, pessimi, primi 5 Gp di quest’anno, che maturato l’addio con Bologna. Per la dirigenza, numeri (e performance di Dovizioso) alla mano, i suoi risultati erano insufficienti e sproporzionati ai 12,5 milioni annui di salario. Per Jorge era anche una questione d’orgoglio, sentitosi punto nel vivo da certe critiche del gran capo Claudio Domenicali. Dunque bye bye. E accordo — clamoroso, inatteso, epocale — con la Honda.

Da Barcellona cominciato un altro film: doppietta con il Mugello, poi una terza vittoria in Austria; magari altri successi se non si fosse fatto male; comunque, un salto di qualit e l’orgoglio rinato: Sono fiero di come ho contribuito allo sviluppo della moto. Da colpevole dei suoi errori Lorenzo per alcuni diventato vittima della fretta di Bologna. Esagerazione. Perch alla fine, dovendo scegliere, Lorenzo pi bocciato che promosso. La sua colpa pi grande? Un po’ la lentezza, come ammette lui stesso: Sapendo certe cose, forse avrei vinto prima. Quel serbatoio diverso, per esempio…. Un po’ la sottovalutazione della novit dopo 9 anni nella comfort zone di Yamaha. Un po’ (tanto) l’esplosione di Dovizioso, il presunto numero 2 che a momenti nel 2017 vinceva il Mondiale contro il dio Marquez: uno smacco che rode, se vero che Jorge ha ricoperto Andrea di tweet al vetriolo ancora pochi giorni fa, quando ormai sarebbe stato meglio l’oblio.

Mentre ricorda romantico che vincendo con la Rossa si sentito re del mondo, Jorge sta sicuramente pensando invece a come andr da partner di Marquez. Il rischio che sia la brace che segue alla padella, ma lui ovviamente nega: Io e Marc siamo maturi ormai. Mi aiuter l’esperienza vissuta con Rossi e Dovizioso: i rivali forti aiutano a crescere. Certo strana la vita: nel 2015 i due erano considerati gli amiconi alleati nella pasticceria anti-Rossi; da marted nei primi test 2019 saranno compagni di box, quindi il primo nemico l’uno per l’altro. Una cosuccia tipo Senna-Prost. Ma la vita breve: devi fare sempre cose nuove per metterti alla prova nelle difficolt, filosofeggia il Por Fuera. Che almeno in questo — non scegliere mai la via pi comoda — resta sempre uno dei top.

16 novembre 2018 (modifica il 16 novembre 2018 | 22:53)

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