Mondiali di volley, Italia nelle mani di Ofelia Malinov: «Pronte al Giappone»


Bionda, viso dolcissimo, sangue dell’est Europa. Ofelia Malinov è la palleggiatrice della Nazionale e lunedì (Rai2, 12.20) avrà in mano le sorti dell’Italia. Se le azzurre battono il Giappone saranno direttamente promosse alla semifinale del Mondiale. Se così non fosse, invece, sarà la partita con la Serbia (martedì alle 9.10) a decidere il destino dell’Italia. Ofelia detta Lia è una ragazza unica. Lo dice anche la data di nascita: 29 febbraio. «Quindi di norma festeggio due volte». Genitori bulgari, nasce a Bergamo nel 1996, quando il papà allenava la Foppapedretti di Keba Phipps e Maurizia Cacciatori (due scudetti, due coppe Italia e una Coppa Campioni). Proprio Maurizia ricorda: «Quando è nata Ofelia siamo andate tutte a trovare la Malinova in ospedale. Pensare che quella bambina oggi è la palleggiatrice della Nazionale è bellissimo. Queste ragazze hanno voglia di essere protagoniste».

Lia, d’altronde, con una mamma palleggiatrice e un padre allenatore è cresciuta in palestra. «Non sapevano a chi lasciarmi». Appena sei anni fa vinceva lo scudetto under 16, oggi gioca per una medaglia iridata. «Allora ero schiacciatrice. Mio padre però disse che se volevo avere un futuro dovevo cambiare ruolo». Distribuire palloni diventa il suo lavoro (in B1 con lui in panchina) e l’estate del 2014 riceve la prima convocazione in Nazionale seniores. «Ero l’unica che non giocasse in serie A e questo era un problema. Così hanno iniziato a fare pressione perché mi trasferissi al Club Italia». Dopo un tira e molla si trasferisce a Milano nella squadra della federazione. Sembra una predestinata, invece l’anno successivo la sua ascesa subisce un brutto colpo. Bonitta, allora c.t., le preferisce costantemente Alessia Orro, sua compagna di squadra sia al Club Italia che in Nazionale. E quando ci sono da preparare i Giochi olimpici di Rio, ad affiancare la Orro c’è Eleonora Lo Bianco, ma esclusivamente (e inspiegabilmente) nel ruolo di chioccia. In Brasile le cose vanno malissimo.

Da quando Davide Mazzanti ha preso il timone della Nazionale invece, Ofelia Malinov è stata la sua prima scelta. Avevano lavorato insieme a Conegliano, l’ultima stagione prima che lui diventasse c.t., la prima di Lia in un club (quest’anno lei sarà a Scandicci). «Mi trovo benissimo con Davide, il gioco veloce ce l’ho dentro. Mi piace coinvolgere tutte, sorprendere l’avversario, fare quello che nessuno si aspetta. Vogliamo fare grandi cose a questo Mondiale, è la nostra prova generale per i Giochi di Tokyo e lì voglio esserci».

Anche perché la prima manifestazione dell’era Mazzanti Lia l’ha saltata. Prima degli Europei dello scorso anno si è infortunata alla caviglia e addio sogni di gloria. Oggi la storia potrebbe essere molto diversa. «Abbiamo una convinzione altissima che ci siamo costruite partita dopo partita, siamo cariche ma il Giappone difende tutto e ha le spalle al muro, dovremo avere pazienza». Timida e riservata, zero tatuaggi, studia Scienze giuridiche. Ma è oggi che affronta l’esame più difficile.

14 ottobre 2018 (modifica il 14 ottobre 2018 | 21:45)

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