Modiano: Carige? Ora i conti sono puliti, la banca torna attraente


Venerd 16 un altro crollo del 10,5% per Carige, per una capitalizzazione scesa a 95 milioni di euro, con il mercato che continua a valutare l’operazione di sostegno con un bond subordinato da 320 milioni — che sar sottoscritto dalle banche italiane, a cominciare da Unicredit e Intesa Sanpaolo sotto il cappello dello Schema Volontario

Il presidente di Banca Carige, Pietro Modiano (imagoeconomica)
Il presidente di Banca Carige, Pietro Modiano (imagoeconomica)

del Fondo Interbancario, chiesto appena gioved scorso — e poi l’aumento di capitale da 400 milioni che verr lanciato in primavera. Intanto arrivata la conferma del rating di Fitch (a CCC) ma senza pi l’outlook negativo dato che — sia pure con un intervento necessario e straordinario, come dice l’agenzia — sotto la banca tesa ormai una rete di salvataggio e il patrimonio in sicurezza. In prospettiva c’ l’integrazione con un altro gruppo o l’acquisizione da un fondo, che dovrebbe avvenire entro il 2019 e non pi in due-tre anni come previsto dai nuovi vertici.

Pietro Modiano, lei da poche settimane presidente di Carige: come possiamo riassumere la situazione?

una banca che ha fatto pulizia definitiva sui crediti; lo Schema Volontario ha ritenuto di sostenerla, con un intervento tempestivo, risolutivo e circoscritto in dimensioni e tempo che consente di mettere la banca in sicurezza. Ora potremo sviluppare finalmente il circolo virtuoso che nasce dalla riduzione dei costi di raccolta e dalla capacit di essere pi attivi nel mercato del credito. Riprenderemo le nostre quote di mercato. Il piano strategico sar attraente e l’aumento di capitale potr riscuotere interesse di vecchi e nuovi soci consentendoci di rimborsare il sistema bancario. Con un intervento molto serio e professionale Carige uscita dalla sala operatoria e si avvia a un sicuro percorso di guarigione.

Alternative al sostegno delle banche sane c’erano?

Poteva essere quella di Mps, cio la nazionalizzazione, o altre che neanche voglio nominare e che sarebbero state enormemente costose per il sistema. Ma anche nazionalizzare Carige sarebbe stata una sconfitta per tutti e un peso per le casse dello Stato, in realt evitabile perch la patologia si prestava a un intervento circoscritto e temporaneo, mentre quegli altri sono interventi a lungo termine e con dimensioni maggiori.

A met settembre, al vostro arrivo al vertice, con il ceo Fabio Innocenzi

Fabio Innocenzi, amministratore delegato di Banca Carige (Ansa)
Fabio Innocenzi, amministratore delegato di Banca Carige (Ansa)

avevate impostato un percorso diverso. Che cosa cambiato in cos poco tempo?

Sono successe diverse cose, e faccio fatica a indicarne una positiva. Due giorni dopo il nostro arrivo, il downgrade di Fitch. Poi lo spread, che non ha aiutato. Quindi un grandissimo lavoro di pulizia sulla base dell’ispezione Bce, conclusa il 3 agosto, che chiedeva 257 milioni di svalutazioni sui crediti. stata un’ispezione estensiva, non campionaria: un team di dodici persone ha scandagliato per tre mesi i tre quarti del portafoglio a rischio e una parte significativa del portafoglio in bonis nella sua parte pi rischiosa, per un miliardo di euro. Con i nostri consulenti Deloitte e Pwc abbiamo verificato anche la parte non coperta dall’ispezione. Oramai l’intervento di pulizia praticamente completo.

Come mai non siete riusciti a coinvolgere i soci?

Per il rafforzamento che serviva, la prima scelta stata quella di rivolgerci all’azionista principale. Io lo capisco: non credo che sia la prima volta che i Malacalza si siano trovati in una situazione “prendere o lasciare” e anche qui hanno

Vittorio Malacalza, primo azionista di Carige attraverso la Malacalza Investimenti, che ha il 28% circa (Ansa)
Vittorio Malacalza, primo azionista di Carige attraverso la Malacalza Investimenti, che ha il 28% circa (Ansa)

detto “non lascio” ma hanno voluto pi tempo per prendere una decisione. Un’operazione non pi da 200 ma da 400 milioni ha connotati completamente diversi rispetto a quella cui pensavano di essere preparati.

Ma i soci sottoscriveranno il bond e poi l’aumento di capitale ad aprile?

L’aumento di capitale che prepariamo sar attraente per tutti. Oggi non vedo motivi per pensare che i vecchi soci possano non sottoscriverlo. Questa una banca che ha il bilancio a posto.

L’orizzonte di fine 2019 molto ragionevole. Abbiamo cominciato a esplorare le opportunit teoriche in Italia e nel mondo ma in questo non c’ alcun colloquio in corso. Servir del tempo ma sono convinto che il risanamento della banca, il suo efficientamento e la sua focalizzazione sul risparmio nel territorio, come dimostra l’arrivo di uno dei banchieri pi bravi in Italia come Maurizio Zancanaro (da Banca Aletti, ndr), ne miglioreranno l’appetibilit.

16 novembre 2018 (modifica il 16 novembre 2018 | 22:15)

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