Moda e lusso al giro di boa digitale, tra realtà virtuale e A.I


Quanto digital l’Italia del fashion business? La Francia, grazie alla forza di innovare di grandi gruppi, avanti. Ma il prossimo ufficio di The Current lo aprir, nel 2019, a Milano, anticipa a L’Economia Liz Bacelar, la donna che per prima ha creduto nelle potenzialit del digital per la fashion industry, e dopo aver lanciato il format del summit Decoded Fashion a New York, l’ha esportato in Italia con Pitti.

Il confronto a Milano

Oggi, e domani, al Talent Garden di via Calabiana a Milano lei la guest star dell’edizione 2018 del summit che debutta quest’anno con il nuovo nome di e P Summit, con regia tutta italiana che fa capo a Pitti Immagine guidata dal ceo Raffaello Napoleone.

Da Burberry a Gucci

Che cosa fa The Current? Siamo partiti un anno fa con l’idea di lavorare con le aziende per implementare le pratiche digital. Ma non solo: dall’e-commerce ai data, dai social alla sostenibilit, le aziende moda si trovano oggi nella necessit di rivoluzionare il loro modello di business, continua Bacelar che ha gi aperto uffici TheCurrent a New York e Londra, Tokyo, Los Angeles e Hong Kong. Stiamo lavorando con Mulberry e anche Burberry che dopo esser stato una sorta di avanguardia digital nel mondo moda ha perso terreno che adesso sta recuperando con una nuova strategia online, e lavoriamo gi con Gucci e a proposito di Italia stiamo incontrando anche altre possibili realt, come Furla.

Simulazione al polso

Al centro della rivoluzione digital — di quel bridging fashion and innovation che fornisce il punto di riflessione dell’e P Summit 2018 di cui l’Economia partner — infatti c’ oltre all’e-commerce la prospettiva dell’intelligenza artificiale, della virtual reality, della realt aumentata, e dell’uso dei data. E a proposito di virtual reality e realt aumentata, la maison orologiera Jaeger Le Coultre gi propone, per esempio, in boutique, l’app On your wrist che permette — scelti diversi modelli di orologio — di immaginarli, proiettati virtualmente al polso.

Occhiali di realt virtuale

Joachim Hensch, managing director di Hugo Boss, spiega come ormai all’interno di Hugo Boss gli occhiali per la realt virtuale siano impiegati per processi di self learning. E i chatbot velocizzino molti processi. Insomma, i dipendenti imparano guidati dalla realt virtuale e robot si sostituiscono alle interfacce umane.

…e chatbot

I chatbot sono sistemi in grado di dialogare in linguaggio naturale con gli utenti, sia per intrattenerli, sia per eseguire dei compiti. E se le aziende di maggiori dimensioni li stanno utilizzando per migliorare il customer support, le start-up vi costruiscono sopra il proprio modello di business, come spiega Alessandro Vitale (fondatore di Conversate prima piattaforma enterprise per creare chatbot intelligenti)nel suo libro Artificial Intelligence (Egea, Bocconi).

Coded couture

Mentre aziende come Ivyrevel (estensione di H&M) ha sviluppato in partnership con Google un progetto di data dress: una app per smartphone capace di creare un capo su misura in base alle informazioni raccolte sullo stile di vita dell’utente, spiega Alessandra Domizi, di Google Italia. quella che stata battezzata Coded Couture, perch dietro al processo creativo pi che l’atto creativo dello stilista c’ la risposta alle esigenze di vita dell’utente finale. Senza contare le applicazioni di realt virtuale sviluppate da Google per l’e-commerce di Gap, e il camerino virtuale delle boutique Ralph Lauren.

Start-up

E i negozi diventano sempre pi solo un tassello di un percorso di vendita nel segno dell’ommnichannel. Con soluzioni come quella offerta da GoInstore, elaborata dalla start-up londinese Labs Atrium. Come funziona? Per permettere agli utenti di un sito di e-commerce di fare anche un’esperienza fisica, goInstore consente con un click sulla schermata dell’e-commerce di accedere anche a un operatore in un negozio fisico con un collegamento video in tempo reale, spiega Jeremy Dodd.

E il caso Re Analytics

E c’ chi, come Andrea Squatrito e Pierluigi Vinciguerra che assieme hanno fondato Re Analytics che sull’elaborazione dei dati hanno costruito un modello di business gi impiegato dalla fashion industry al di qua e al di l dell’oceano. Esempi? Da un lato forniamo i nostri algoritimi affinati poi manualmente ai machi che vogliono monitorare l’allineamento dei prezzi dei loro prodotti — spiega Vinciguerra —. Dall’altro, si avvalgono di Re Analytics gli investitori che prima di mettere segno un deal oltre ai dati di bilancio vogliono appurare se una maison ha, in base ai dati raccolti, la possibilit futura di espandere il proprio business: cos abbiamo lavorato anche con l’Ipo della piattaforma online Farfetch e con Kpmg per operazioni di m&a.

20 novembre 2018 (modifica il 20 novembre 2018 | 19:32)

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