Missy Franklin si ritira: la sfortuna di una cometa passata troppo in fretta


Melissa Jeanette Franklin, detta Missy, è stata una cometa passata troppo in fretta: cinque medaglie all’ Olimpiade di Londra 2012 a soli 17 anni (oro nei 100 e 200 dorso, 4×200 sl e 4×100 mista, e bronzo nella 4×100 sl); sei ori mondiali a Barcellona l’anno dopo (100 e 200 dorso, 200 sl davanti a Federica Pellegrini, e le tre staffette); il ritiro già oggi, ad appena 23 anni, dopo due trascorsi a soffrire e provarci, meditare il ritiro poi reagire, fino al definitivo stop annunciato mercoledì in una lettera aperta alla Espn: «È la lettera più difficile che abbia mai scritto. Ma non ci sono molte parole per dirlo. Annuncio il mio ritiro dal nuoto agonistico. Il nuoto è stato, e sempre sarà, una grande parte della mia vita e di sicuro voglio rimanere in quello che sento come il miglior sport al mondo, solo in un modo diverso».

Spalla maledetta

Nell’epoca delle carriere che si allungano, mentre una delle sue rivali antiche come Federica Pellegrini prevede di nuotare i Giochi di Tokyo 2020 a 32 anni, Missy va controtendenza senza averlo voluto. A uccidere i suoi sogni, e di chi ama il nuoto, è stata una spalla maledetta che l’ha fatta soffrire oltre il limite. Così, dopo quell’esplosione mai vista — con l’exploit di Londra è stata la prima donna nella storia a vincere 4 ori in una singola Olimpiade in qualsiasi sport — la ragazza «dalla pinna incorporata» (come papà Richard descrisse il piede numero 46 della figlia) ha retto ancora ad alto livello fino ai Mondiali di Kazan 2015: due ori nelle staffette 4×200 sl e 4×100 mista, argento nei 200 dorso, bronzo nei 200 sl e nella 4×100 sl. Poi ha imboccato la parabola che conduceva alla fine. Quattro mesi prima dei Giochi di Rio 2016, comparso il problema alla spalla, rivelò di stare lottando anche con depressione, ansia e insonnia.  Il sorriso era scomparso. L’acquaticità antica perduta. L’Olimpiade brasiliana le ha portato appena un oro nella 4×200 sl, in cui però ha nuotato solo la batteria e non la finale. Che ha mancato anche nelle prove individuali. Un tracollo, ripensando al quale oggi dice:  «Sopravvivere a quegli otto giorni a Rio è stato il più grande risultato della mia carriera».

Missy Franklin e Federica Pellegrini a Londra 2012 (Afp)
Missy Franklin e Federica Pellegrini a Londra 2012 (Afp)

Il crollo

L’ultimo tentativo di risalire la corrente è stata la chirurgia: due interventi a entrambe le spalle a inizio 2017. Il dolore però non è mai scomparso del tutto. All’inizio di quest’anno Missy ha provato a ripartire, ma la forma e la bellezza atletica vissute da adolescente erano ormai un ricordo.  L’ultima gara sono stati i 200 stile ai campionati americani in luglio: terza nella finale C. L’ultimo segno che bisognava dire basta. Con il record mondiale ancora vivo dei 200 dorso (2’04”06), 27 medaglie internazionali, un fidanzato prossimo sposo, l’ex nuotatore texano Hayes Johnson, e una consapevolezza nuova, la ragazza che da Pasadena si era tuffata in vasca per conquistare il mondo ha detto goodbye: «Ci è voluto molto per dire “mi ritiro” ma ora sono pronta. Sono pronta a non sentire dolore ogni giorno, a essere una moglie e un giorno una madre. Sono pronta per il resto della mia vita. Questa non è la fine ma un nuovo inizio».

20 dicembre 2018 (modifica il 20 dicembre 2018 | 10:47)

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