Milano-Cortina in pole per il Cio, ma la corsa all’Olimpiade 2026 è lunga


La corsa è ancora lunga, la Svezia rimane avversario temibile, anche perché non ha mai ospitato un’Olimpiade invernale, ma la candidatura italiana per il 2026 mette in cassaforte due punti d’oro. Il primo è senz’altro il riconoscimento arrivato ieri dagli ispettori del Comitato olimpico internazionale. «La candidatura italiana è molto solida», ha commentato Octavian Morariu, il capo della commissione di valutazione del Cio al termine del tour italiano durato quattro giorni. La seconda buona notizia è la «vittoria» nei sondaggi d’opinione, commissionati dallo stesso Cio, sul gradimento dei Giochi. La risposta italiana assomiglia a un plebiscito, con l’80 per cento che vorrebbe ospitare l’edizione 2026 (e solo il 4 per cento di contrari), percentuale che sale all’87 tra i soli milanesi. In Svezia analoga rilevazione ha prodotto invece pochi giorni fa indici di gradimento sensibilmente piu bassi, intorno al 55 per cento.

Ma per una volta è il sistema-Italia a fare bella figura. Fondamentale nel giudizio positivo del Cio è per esempio l’impegno finanziario del governo, ribadito giovedì, e la sottoscrizione di 415 milioni di euro a garanzia del dossier di candidatura. Analogo sforzo non è invece per ora arrivato dall’esecutivo di Stoccolma. «Siamo compatti», può allora esultare il numero uno 1 del Coni, Giovanni Malagò: «Il governo si è convinto giorno dopo giorno dell’importanza della nostra sfida». «I dati sul consenso alle Olimpiadi sono un grande monito al mondo politico, non c’è più alcun dubbio su da che parte stiano i cittadini», aggiunge il governatore veneto Luca Zaia. Il Cio è soddisfatto dello sforzo italiano, ma lascia intendere che non eserciterà «tolleranza zero» nei confronti dei ritardi svedesi. «Portiamo pazienza sino a fine aprile e vedremo cosa succede poi — dice Morariu —. Il 12 di questo mese è la data stabilita per fornire le garanzie del governo, non so se le riceveremo tutte. Abbiamo tempo per analizzarle e farle approvare dalla commissione entro il 24 giugno. Questa è la scadenza valida per tutto». La sfida per Milano e Cortina a cinque cerchi è comunque lanciata.«Siamo soddisfatti, la candidatura corrisponde perfettamente all’Agenda 2020 che punta a ridurre i costi e massimizzare la sostenibilità», dicono i dirigenti del Cio.

Ora gli «ispettori» dovranno preparare una relazione tecnica a beneficio degli 86 membri del Comitato, un dossier che dovrà essere pronto (e pubblico) un mese prima della decisione finale attesa per il 24 giugno da Losanna. L’Italia ha fretta, non vuole perdere tempo. «Ci rivedremo a Palazzo Chigi già mercoledì tutti insieme per il punto della situazione», rivela Malagò.«Penso che si debba cominciare a lavorare come se fossimo già assegnatari, perché gli anni passano in fretta: l’importante è partecipare, ma noi vogliamo vincere», aggiunge il sindaco di Milano Beppe Sala che insiste molto sul ruolo del successo di Expo 2015 nella percezione collettiva dei grandi eventi internazionali. Finisce con il rituale scambio di regali tra i la delegazione italiana e gli ispettori. Morariu dona a Malagò un biglietto originale delle Olimpiadi 1956 di Cortina. Sperando che sia di buon auspicio.

6 aprile 2019 (modifica il 6 aprile 2019 | 22:38)

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