Milan, parla Maldini: «Siamo pronti a tutto, abbiamo molte armi»


“Siamo pronti a tutto, abbiamo tante armi. Come club vogliamo che non sia un confronto duro e senza dialogo. Il fair play finanziario ha azzerato i debiti nel calcio europeo ma non permettere a una societ sana e senza debiti di intervenire sul mercato anche incostituzionale”. Cos ha tuonato oggi Paolo Maldini dopo il deferimento alla Camera Giudicante della Uefa per i conti del Milan relativi alle stagioni 2015-2016, 2016-2017 e 2017-2018.

Ora ovvio che in attesa del pronunciamento della Camera Giudicante e/o della sentenza del Tas di Losanna a cui il club di via Aldo Rossi si gi rivolto per impugnare le sanzioni relative al triennio 2014-2017, le manovre di mercato rossonere partiranno con notevole ritardo. Per il secondo anno di fila. Se la scorsa estate le operazioni furono confezionate in fretta a furia a causa del passaggio societario dal misterioso Yonghong Li al fondo Elliott, nella prossima sessione il Milan appeso alle decisioni in arrivo dalla Svizzera. Mentre le altre big pianificano le strategie future -per dire, l’Inter si fa due conti in tasca per capire se l’operazione Conte che chiede 10 milioni di ingaggio netti e uno staff da 12 persone sia sostenibile-, i rossoneri sono in una fase di empasse.

E’ vero che Leonardo ha strappato il s di Everton del Gremio su cui preme anche il Manchester City ma ora, obbligato ad aspettare, rischia di perdere il brasiliano e altri obiettivi di mercato. Se gi le manovre dei rossoneri erano rallentate dalla mancata certezza legata alla competizione europea a cui la squadra parteciper (la differenza di ricavi garantiti da Champions ed Europa League abissale) ora la battaglia con la Uefa complica ogni desiderio di programmazione. In questo quadro paradossalmente ne esce rafforzato Gattuso per due motivi.

Da un lato una societ che, sentenze in arrivo o meno, deve pur sempre sottostare ai vincoli del fair play finanziario (tanto pi dopo aver speso pi di 70 milioni in gennaio per Paquet e Piatek) non pu a cuor leggero esonerare Rino a cui per i due anni futuri di contratto dovrebbe corrispondere 10 milioni lordi con la prospettiva di ingaggiarne un altro (Pochettino, ai quarti di finale di Champions con il Tottenham, ad esempio ne guadagna 7 netti). In pi quale big accetterebbe ora di guidare una squadra le cui possibilit di spesa con esattezza si conosceranno solo, verosimilmente, a met giugno? Non un caso che oggi Maldini, dopo essersi fatto due conti in tasca, abbia usato parola di grande stima per l’attuale tecnico.

11 aprile 2019 (modifica il 11 aprile 2019 | 17:35)

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