Milan, occhio al Dudelange: «Se non vinciamo siamo in mezzo a una strada». Higuain: «Io la stella? No»


Vietato fallire. Vincere o vincere. C’è poco da girarci intorno, giovedì a San Siro alle 18.55 contro i semidilettanti del Dudelange i rossoneri hanno il dovere di centrare i tre punti. L’Europa League è allo snodo decisivo. All’ultima il Milan è al Pireo contro l’Olympiacos e i tre punti di domani servono come il pane. La classifica del gruppo F dice Betis a 8, Diavolo e i greci a 7, lussemburghesi a 1. Gattuso però non si fida e chiede ai suoi di tenere alta l’attenzione: «Non dimentichiamo la fatica fatta all’andata, è una squadra che sa giocare bene a calcio. Col Betis in Spagna ha fatto molto bene, dobbiamo stare molto attenti e non sottovalutare gli avversari. Giocheremo coi due attaccanti. C’è anche la possibilità di far esordire Simic, qualcosa cambieremo». Gara crocevia, si diceva. Da non fallire. «Se domani non battiamo il Dudelange siamo in mezzo ad una strada. Sulla carta siamo nettamente più forti ma non dobbiamo dimenticare la fatica che abbiamo fatto nella gara d’andata. Sono una squadra che gioca da squadra e non dobbiamo sottovalutarli. Non ci possiamo permettere di non vincere, per la classifica e a livello mentale». Sulla questione Salvini: “Con lui è tutto a posto. Ha detto tutto lui. Ci siamo scambiati due messaggini nelle scorse ore. Lui ha i suoi problemi, io i miei. Ci siamo chiariti e non c’è più nulla da dire». Gattuso ha chiuso così la polemica con il ministro dell’Interno. Tra i due domenica sera, dopo la partita con la Lazio, c’era stato un acceso botta e risposta sulle mancate sostituzioni durante il match.

A tenere banco nella vigilia di questo Milan-Dudelange però è stato anche Gonzalo Higuain, presentatosi in conferenza insieme al suo allenatore. «Non mi sento la stella della squadra, sono solo un giocatore in più, arrivato per aiutare il Milan a raggiungere i suoi obiettivi. Milan per la sua storia e per quello che ha fatto deve avere l’obiettivo di arrivare lontano in tutte le competizioni che gioca – ha aggiunto il Pipita – Abbiamo le qualità giuste per lottare, poi nel calcio contano anche la fortuna, il destino, speriamo siano dalla nostra parte. Noi intanto dobbiamo proseguire su questa strada. Ho voglia di dimostrare che questo sbaglio mi ha fatto migliorare e che la società non ha sbagliato con me». Così Gonzalo, che torna in campo dopo la squalifica per la sceneggiata con la Juve che lo terrà fuori in campionato anche domenica contro il Parma.

«Non mi devo riscattare. Questa col Dudelange è una partita in cui è molto importante la vittoria. Nel mio caso in particolare non mi fa bene stare fuori, ho tanta voglia di giocare» ha aggiunto il Pipita. Sul ricorso contro la squalifica non accolto ha aggiunto: «Ci ho provato, non è servito andare a Roma e spiegare le mie motivazioni, loro hanno deciso così. Con la Juve – ha proseguito l’attaccante rossonero – ho sbagliato, non è stata una bella immagine ma ho chiesto scusa e non succederà piu. Ho voglia di dimostrare che questo sbaglio mi ha fatto migliorare e che la società non ha sbagliato con me. Il pensiero del giocatore è quello di dimostrare sempre che le scelte sono state giuste ma questo vale per qualsiasi giocatore». Higuain ha poi aggiunto: «Non ho ancora dato il 100, un po’ a causa degli infortuni». Sulle voci di un certo malumore ha spazzato via ogni dubbio: «Tutti sanno che sto bene qui ed è quello che conta». Infine, su Ibrahimovic: «È un grande giocatore, è sempre un bene avere questi giocatori ma è un lavoro della società».

28 novembre 2018 (modifica il 28 novembre 2018 | 16:22)

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