Milan-Lazio, Pippo Inzaghi in difesa: «Massì, un bel pari e siamo a posto»


La coppa dell’Europa League fa bella mostra di sé allo stadio Brianteo. «Parteciparvi fra tre anni con il Monza? Sognare non costa niente, quando si smette si finisce di vivere» sospira Adriano Galliani nel corso della tappa italiana del trofeo, sponsorizzato Kia, in palio nella finale di Baku del 29 maggio. «Per il momento con il presidente Berlusconi non si è parlato di coppe, l’obiettivo è portare la squadra in A, provando già quest’anno a vincere la Coppa Italia e salire in B».

In un impianto rinnovato si respira aria di vecchio Milan. Accanto all’ex storico ad sorride Pippo Inzaghi, rilassato pur dopo l’avvicendamento in panchina al Bologna con Mihajlovic. «Vivo la mia situazione serenamente, dopo 5 anni di fila in panchina ho bisogno di ricaricarmi».

La partita di stasera costringerà Pippo, che non sarà presente a San Siro, a dividere il cuore a metà: da un lato la squadra con cui ha trionfato in ogni coppa, dall’altro la Lazio del fratello Simone. Chiedere a Inzaghi per chi farà il tifo è un po’ come domandare a un genitore a quale figlio vuol più bene. «Non nego che sarà una gara speciale, ecco perché spero che alla fine si qualifichino sia il Milan che la Lazio alla Champions. Rino è un amico e gli auguro di restare al Milan tanti anni, in società sono tornati Paolo e Leo e i tifosi meritano il ritorno su palcoscenici prestigiosi. Mio fratello però sta facendo un lavoro incredibile e già lo scorso anno avrebbe meritato di entrare fra le prime quattro».

Pippo punta sul pareggio. «È come se due famiglie si scontrassero» aggiunge l’ex bomber che nega che chi esce stasera da San Siro con le ossa rotte sarà esclusa dalla corsa al salotto europeo. «Chi perde non è tagliata fuori, ma è ovvio che l’incrocio di oggi è importante. L’Inter ha 5 lunghezze di vantaggio, ma mancano 7 partite e in palio ci sono tanti punti». In tanti intravedono nell’essenzialità di Piatek scorci di Inzaghi. «Fidandomi di Perinetti che lo ha preso al Genoa sapevo che sarebbe stato un ottimo giocatore. Del resto se ha segnato più di 20 gol alla sua prima stagione in A significa che ha qualità importanti. Ma non dimentichiamoci di Cutrone: gli consiglio di restare, meglio giocare mezz’ora al Milan che una gara intera altrove».

La strada per la rinascita non è breve. «Il Milan farà sognare presto i tifosi. L’esempio è la Juve che è scesa in B e poi guardate cosa ha fatto». Il problema è che i rossoneri sono alle prese con il fair play finanziario. «Se fosse esistito nel 1986 avremmo lottato per salvarci e non avremmo mai fatto cinque finali di Champions» chiude amaro Galliani. Difficile dargli torto.

12 aprile 2019 (modifica il 12 aprile 2019 | 22:48)

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