Milan-Inter, Spalletti cucina la sua vendetta: «Bravi tutti quelli dentro lo spogliatoio»


San Siro ribolle, Luciano Spalletti cucina la sua piccola vendetta. Non certo contro Rino Gattuso che stima sinceramente (in settimana aveva detto che era contento non l’avessero squalificato), ma contro tutto e tutti. In perfetto stile Spalletti, che finisce pure espulso perché mima con troppo realismo davanti all’arbitro il fallo di Conti su Lautaro: «Pensavate fosse il mio ultimo derby e invece non è così».

Certo, c’è stata la mossa di Vecino avanzato, non un inedito a queste latitudini, ma che è stata decisiva per porre la partita sui binari giusti (e Gattuso, per un po’, non ha saputo quali contromisure proporre). «Io vi ringrazio, ma ce ne ho solo tre tra cui scegliere — scherza Luciano —: se tolgo Brozovic da lì sono un pazzo, Vecino è quello che ha più corsa. Ma non è merito mio, è lui che ha fatto una grande partita».

Ma è soprattutto in un altro senso se questa è stata la notte di Spalletti: perché è stata una notte di nervi, di atteggiamento e di personalità, e pensare che dovevano essere le caratteristiche di Gattuso.

Era questo, forse, l’unico stile che veste bene l’Inter del momento: senza la stella e senza energie dopo le fatiche di Europa League, con l’umore ammaccato per l’eliminazione, si può compensare solo con l’adrenalina e la compattezza.

E tirando una riga. «Quando esci da una competizione come l’Europa League, tutti ti saltano addosso, se non si fa chiarezza si rischia di portarsi dietro delle scorie. Tutti ti dicono che l’ultima l’hai persa e ti resta un pezzettino della sconfitta dentro la partita successiva. C’è da tirare una riga. Lo hanno fatto».

È stata una notte in cui le facce dei singoli, la garra di Vecino, gli occhi di Lautaro, il sorriso di De Vrji si perdono nella foto del collettivo interista.

Ed è proprio sul gruppo che l’Inter imposta il suo dominio, mentre è sul gruppo che stranamente capitola il Milan, che mostra al mondo il battibecco in panchina tra Biglia e Kessie: «Abbiamo perso due volte, sul campo e a livello comportamentale», è il commento gelido di Rino Gattuso dall’altra parte.

Si vede che i derby a Milano sono fatti apposta per ribaltare il mondo. Spalletti ha tirato le fila di tutto e tutti e oppone con orgoglio di continuo l’interesse generale al «particulare», per dirla con il suo conterraneo Guicciardini e ogni riferimento a Icardi è perfettamente voluto: «Serve dire bravo a Vecino, bravo a Lautaro per il rigore calciato, bravo a Politano, ai rientri di Perisic, brava a tutta la squadra nonostante tutte le difficoltà di questo periodo. B-R-A-V-I a quelli che sono dentro lo spogliatoio e anche a quelli che ci hanno sostenuti perché non è facile ogni giorno sentirsi dire che il derby si deve vincere».

E poi, finale dolcissimo per Lautaro, per il quale Spalletti ha in serbo parole dolcissime che non ha mai riservato a Icardi anche nei momenti migliori: «È un leader, abbiamo trovato l’attaccante forte che ci può mettere a posto delle cose». Perché si torna sempre lì, anche in una notte così.

17 marzo 2019 (modifica il 17 marzo 2019 | 23:33)

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