Milan-Inter. Il rebus del centravanti: con Piatek il Diavolo l’ha già risolto


A Ferragosto Luciano Spalletti ottiene un rinnovo di contratto che sembra il modo migliore per riallineare i pianeti e iniziare il campionato con l’abbrivio giusto. A Milanello, vige l’asimmetria pi totale: Rino Gattuso non si sente troppo supportato dalla nuova societ che non l’ha scelto, esattamente come quella precedente non aveva scelto Montella. L’incrocio nel derby d’andata lascia intendere che l’allineamento a casa Milan sar ristabilito presto: i rossoneri patiscono il gioco dell’Inter, poi soccombono sotto la zuccata di Icardi e Rino comincia a tremare.

Dall’altra parte, l’Inter viaggia nei mari tranquilli del terzo posto e si esalta rifilando tre gol alla Lazio all’Olimpico, con Icardi che porta due volte le mani alle orecchie e Brozovic che completa l’opera come se ancora giocassero dalla stessa parte. Ma c’ sempre un centravanti nei destini di una grande squadra. E pure in quelli del suo allenatore.

In quei momenti di confusione e afasia societaria, Rino Gattuso, solo pi che mai, ha tenuto su la baracca. Faccia esibita, parole giuste, gruppo unito, nessuno sbraco. La societ che non parla ha per agito in gran fretta e con un blitz efficace: la febbre di Higuain, potenzialmente letale, durata pochissimo, arrivato Piatek (la prima scelta era Muriel: comunque un’ottima soluzione), che, assieme all’acquisto di Paquet, ha cambiato il volto alla stagione. Da quella partita in Arabia, il Milan non ha pi perso.

Anche dall’altra parte, nel frattempo, il centravanti si ammutinato: solo che il blitz della fascia strappata fallito, si trasformato in una guerra di trincea, per il logoramento di tutte le forze in campo, tutte colpevoli e sconfitte. Luciano Spalletti, solo pi ancora di Gattuso — visto che anche i sassi di Appiano Gentile sanno quanto sia aleatoria la sua conferma —, non ha scelto sempre le parole giuste, l’ingresso di un dirigente pur capace come Marotta ha sicuramente imposto nuovi equilibri (e qualche squilibrio), Icardi non ha fatto il resto.

Fatto sta che, da allora, l’Inter impegnata a giocare contro se stessa, per la gioia degli avversari. Uscita, stanca, dall’Europa League, arriva al derby con sorpasso gi subito; l’avversario e l’occasione dovrebbero per convincere a cercare per una volta il nemico dall’altra parte. Chiss che una notte cos non serva a riallineare nuovamente i pianeti per mantenere la rotta dell’Europa che conta. Magari comunque assieme al Milan: le due squadre, in fondo, hanno scelto, uniche, di continuare a condividere lo stesso stadio (probabilmente nuovo). Ma questa un’altra storia, anche se sarebbe migliore per entrambe con i soldi della Champions.

16 marzo 2019 (modifica il 16 marzo 2019 | 22:45)

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