Milan-Inter, il fantasma di Icardi assente in campo ma presente ovunque


L da qualche parte, vicino al compagno di ogni derby, o ai figli emozionati per San Siro in fiamme, confuso tra gli amici, o chiss forse tra gli avversari, l da qualche parte sta seduto il fantasma dell’Opera del calcio. Icardi Mauro presente, presentissimo, altroch. apparso alla vigilia sui social per mostrare la sua gigantografia con fascia in evidenza (ah, l’ego che problema) che lo ritrae nell’antico gesto di quando in serate cos stava in campo, segnava (una tripletta due anni fa, il gol decisivo al 93’ nel derby d’andata) e poi chiedeva di sentire l’urlo di San Siro.

E magari domenica sera, se si affacciato dal terrazzo della sua bella casa qua in zona, un’eco lontana l’ha pure sentita quando Vecino ha buttata la palla in porta all’alba del match. E chiss se c’ stata solo gioia, perch in casa Icardi anche i bambini ormai sono interisti, o se c’ stata una piccola fitta di dolore, rimpianto, invidia dentro al petto tatuato di Maurito. Chiss.

Di sicuro l’argomento pi affrontato nelle dichiarazioni pre partita di Giuseppe Marotta, costretto a equilibrismi da prima Repubblica per tratteggiare una situazione che non ha ancora soluzione: La sua assenza allo stadio? Non lo so, uno degli aspetti che dovremo affrontare, ma non voglio sviluppare altra analisi in questa sede. Tutte le componenti sono disponibili a risolvere il problema, la disponibilit totale. C’ sempre la speranza di ritrovare un giocatore importante e che fa parte di un organico importante che ha bisogno del suo apporto. Ma le decisioni prese le portiamo avanti. Tradotto: un casino, ragazzi. Anche dopo il fischio d’inizio, per, Icardi stato un pensiero, pi o meno inconfessabile, che ogni tanto sgomitava e si faceva spazio tra i 77 mila e passa di San Siro: qualcosa come se ci fosse stato Mauro, a calciare quella seconda palla che Vecino ha sprecato… , oppure, dall’altra parte, senza Icardi quelli si sono compattati. Un rimpianto, prima, per gli interisti. Un sollievo, prima, per i milanisti. Poi, col passare dei minuti, delle emozioni, dei gol che non t’aspetti, delle rimonte abortite, solo un’immagine sempre pi sfocata, perch si pu vincere anche senza la stella, e c’era tanto altro a cui pensare. E poi gli assenti, comunque vada, alla fine hanno sempre torto.

17 marzo 2019 (modifica il 17 marzo 2019 | 23:35)

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