Milan-Ibrahimovic, c’è l’intesa Ora i rossoneri devono fare i conti


MILANO C’ l’intesa. Sei mesi (a 2,8 milioni netti) e poi vediamo. La formula potremmo sintetizzarla cos. La sostanza che ora Ibrahimovic ci sta: niente accordi pluriennali, non servono. Ci ha pensato un po’ su, Zlatan. A 37 anni 6 o 18 mesi di contratto non sono la stessa cosa. Poi per uscito l’orgoglio, la voglia di dimostrare a tutti che l’et non un problema, non per lui. In questi 8 mesi in Mls ai Galaxy (con cui sotto contratto fino al 31 dicembre 2019) ha capito che il calcio yankee non fa ancora per lui. Gran posto la California, s. Per magari pi in l. Io vengo da un altro pianeta, non rifiuto mai le sfide ha detto ieri alla Bbc. Ora rivuole l’Europa, rivuole il Milan, rivuole Milano. La sua signora, Helena, ha gi buttato un occhio alle proposte immobiliari del centro. Tu chiamala, se vuoi, nostalgia.

Anche per questo Zlatan ha detto s. Tanto, questa la sua profonda convinzione, affidata a chi gli sta vicino, da gennaio a fine stagione non farebbe fatica a dimostrare che riprenderlo stata una grande idea. Ne convinto anche l’ex a.d. rossonero Adriano Galliani: un giocatore straordinario e un trascinatore, alzerebbe anche il livello del campionato ha detto ieri a Radio1 Sport. Chiss.

La piccola grande svolta della Ibra-story che la questione dei 18 mesi, che nelle scorse settimane aveva rappresentato di fatto l’unico vero nodo della trattativa, ora stata superata. Inizialmente ai primi sondaggi lo svedesone aveva preteso un contratto per una stagione e mezza. Leonardo e il suo agente Raiola avevano riflettuto a lungo su un complesso sistema di obiettivi individuali e di squadra da raggiungere alla fine di questa stagione affinch scattasse il rinnovo automatico. Non sar necessario. Quel che conta la volont delle parti: il Milan vuole Ibra, Ibra vuole il Milan. Che ora deve per muovere la prossima mossa. L’intesa di massima c’, sta al club rossonero capire se nelle condizioni di concludere l’operazione.

Perch Leonardo con Raiola e il suo assistito stato chiaro fin da subito: ti vogliamo, ma prima c’ da capire se possiamo permettercelo. Dipende tutto cio dalle sanzioni Uefa. Nessun problema in caso di restrizioni alla lista, che varrebbero solo per l’Europa League, obiettivo secondario per il Milan rispetto al quarto posto in campionato. Pi complessa la questione in caso di multa elevata, diciamo oltre i 15 milioni. A quel punto Leonardo dovrebbe fare i conti con le priorit tecniche. Se un mese fa il terzo centravanti da affiancare a Higuain (che su Ibra non avrebbe messo veti, a differenza di quanto ipotizza qualcuno) e Cutrone era il tema principale, nelle ultime settimane lo scenario radicalmente cambiato a causa dell’impressionante serie di infortuni che ha spolpato il Diavolo. Gattuso, che sull’ex compagno sempre stato cauto, ora avrebbe senz’altro pi bisogno di difensori e centrocampisti (al plurale).

Senza rinforzi il quarto posto ancora una missione possibile? Di certo, molto pi ardua. Basta guardare come il Milan si presenter all’Olimpico domenica nello spareggio Champions con la Lazio. Gli mancher pure il Pipita, squalificato per due giornate dopo la sceneggiata contro l’arbitro Mazzoleni. Oggi sar a Roma per l’appello, vuole lo sconto. Le scuse a caldo e a freddo saranno servite?

22 novembre 2018 (modifica il 22 novembre 2018 | 21:50)

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