Milan, Gattuso: «Il derby è stato una mazzata. Kessie? Non porto rancore. Il mio futuro? A fine stagione…»


Voltare pagina. Subito, qui e ora. Perché il derby perso due settimane fa è stato una mazzata. Tremenda. Soprattutto perché il Milan partiva da favorito, soprattutto per quel primo tempo «orribile», come da corretta definizione di Rino Gattuso, ma anche per la pessima sceneggiata Kessie-Biglia in panchina che rischia di minare la serenità dello spogliatoio rossonero nel momento chiave della stagione. «Caso chiuso» assicura l’allenatore calabrese. «Il confronto con Kessie c’è stato, non porto rancore. La società ha risposto in maniera esemplare». Ma il cielo su Milanello è tornato grigio. «Sembra che siamo settimi invece siamo ancora in corsa per il nostro scudetto, che è il quarto posto». Da qui alla fine mancano 10 partite: è l’ora della verità.

La verità però è che il rischio di un contraccolpo psicologico c’è, esiste, eccome se esiste. Per questo, sabato sera a Genova in casa della Samp, il suo Milan non può permettersi di fallire. «Abbiamo perso una partita, era la più importante degli ultimi anni, ma l’abbiamo sbagliata – le parole di Gattuso -. La gara con l’Inter e quella con l’Arsenal sono state uguali. È stata una mazzata ma dobbiamo guardare avanti perché siamo là e dobbiamo raggiungere il nostro scudetto. Le amarezze e gli errori vanno messi da parte. Nel primo tempo se l’Inter avesse fatto tre gol non c’era niente da dire, così come se il match fosse finito 3-3. Abbiamo creato palle gol, il primo tempo è stato imbarazzante, ma non è tutto da buttare via. Vedo una squadra che sa cosa si sta giocando, era delusa per la sconfitta e per quello che è successo in panchina. Faremo di tutto per raggiungere il nostro obiettivo».

Marco Giampaolo, tecnico della Samp, ha espresso parole elogiative sul lavoro di Rino. Che restituisce le cortesie e mette in guardia i suoi: «Dobbiamo avere la consapevolezza di andare a giocare contro una squadra che ci ha già messo in difficoltà quest’anno. Davanti ha giocatori incredibili, dietro prende pochi gol ed è allenata da un grande tecnico. Servirà una grande partita. Abbiamo lavorato bene in questa settimane, c’era grande amarezza dopo il derby ma ci siamo allenati bene». L’obiettivo è tornare la squadra pre-derby. Stessa spensieratezza, stessa concretezza. «Voglio vedere il solito Milan che non fa regali. Dobbiamo tornare ad essere la squadra che si è vista negli ultimi mesi, meno bella, ma che non soffre gli avversari».

Una battuta da parte del tecnico calabrese anche sul proprio futuro. Ed è una battuta (sibillina) destinata a far discutere: «Il mio futuro lo saprete tra due mesi. Il mio futuro non è la priorità, non penso al mio contratto, ma solo a raggiungere il nostro obiettivo. Non penso a me. Tra due mesi saprete cosa penso, per ora sono focalizzato solo sul mio lavoro. Sento tante chiacchiere e mi faccio scivolare tutto addosso. A fine campionato vi dirò cosa penso». Ha un contratto per altri due anni. Ma sarà ancora lui nella prossima stagione il tecnico del Milan?

Ovviamente è stato toccato anche il tema San Siro: «Giocarci è un sogno, ma nel calcio moderno si sa quanto è importante lo stadio. Bisogna capire le esigenze di un club che vuole tornare grande e competitivo. Ci sta che la società abbia l’idea di fare qualcosa di diverso».

29 marzo 2019 (modifica il 29 marzo 2019 | 15:41)

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