Milan, Calhanoglu non ha paura: «Per il derby siamo favoriti»


Ha vissuto una stagione in chiaroscuro, durante la quale ha realizzato un solo gol in campionato inframmezzato da partite deludenti e un recente periodo di ripresa. Hakan Calhanoglu, che rifiuta però l’etichetta di ‘cocco di Gattuso’ (”nella mia carriera ho avuto un rapporto ottimo con tutti gli allenatori: qui al Milan è lo stesso, con il mister c’è rispetto reciproco. Lui parla molto ai giocatori, mi ha aiutato nel privato”) non sembra preoccuparsi della fase in cui San Siro lo fischiava. “Nel calcio è normale alternare alti e bassi. Anche quando mi siedo in panchina cerco di dare il meglio spinto dalla convinzione di mettere il gruppo al centro del progetto”.

Il centrocampista turco è stato a un passo dal lasciare il Milan nella finestra di gennaio per ritornare in Bundesliga. “Chiedete al mio agente. E’ vero che vari club mi cercavano, non voglio mentire, ma sono felice di essere rimasto. Certo, mi piacerebbe restare qui a lungo, ma deciderà anche il club”. Abituarsi al calcio italiano non è stato semplice, del resto. “Sono due campionati molto differenti la Serie A e la Bundes e bisogna sapersi adattare. Qui si corre molto di più. In Italia il calcio è troppo tattico e prevale una maggior attenzione alla difesa”. In città intanto aleggia un’atmosfera frizzantina in attesa del derby. “Per quanto mi riguarda sto bene e sono fiducioso. L’importante è che il Milan torni in Champions dopo tanti anni. Siamo al terzo posto ma c’è ancora una lunga strada da fare”.

Il rischio casomai è quello di arrivare troppo ‘favoriti’ per la sfida con i cugini. Etichetta che il trequartista turca indossa senza problemi. “Siamo favoriti, ci sentiamo forti. Siamo reduci da una striscia positiva di sette vittorie e tre pareggi e davanti possiamo contare su Piatek, per il quale tutti lavoriamo”. Nonostante abbia smarrito la via della rete, il numero 10 del Milan non sembra disperarsi. “Segnare o meno non è fondamentale per me. Non mi sento sotto pressione se non faccio gol. Del resto Gattuso ci invita a non essere egoisti e io termino ogni gara percorrendo 13 km a partita. Voi mi chiedete se mi interessa sbloccarmi domenica nella sfida con l’Inter. Non conta, io mi impegno per dare il mio meglio sempre e poi se la rete non arriva pazienza. Non posso farla uscire dal cappello magico”.

Davanti a tanta sicurezza di sé, Chalanoglu si scioglie solo esprimendo un sogno. “Mi piacerebbe servire l’assist vincente a Piatek. E se vinciamo l’esultanza è per la mia bambina, nata da poco”. Non si vuole intromettere nella querelle Icardi, ma intanto ai cugini se potesse toglierebbe Politano. Il traguardo un po’ più lontano è essere protagonisti nelle notti di coppa. “Lottiamo per poter vivere partite da Juve. Se ci qualifichiamo in Champions, in fin dei conti siamo vicini”. Dice che Kessiè è il più simpatico e Bakayoko la sorpresa maggiore. “Nessuno credeva in lui, ora lo amano tutti”. L’importante è non replicare la gara d’andata quando il Milan fu infilato nel finale da Icardi. “Non dobbiamo cambiare il nostro modo di giocare. C’è grande rispetto per l’Inter, ma nella mia testa anche quando eravamo a -8 c’era solo il pensiero di potersi avvicinare ai cugini. Ora è tutto nelle nostre mani e non dobbiamo sprecare il vantaggio”. Monica Colombo

15 marzo 2019 (modifica il 15 marzo 2019 | 09:55)

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