Milan, accuse e scuse via social dopo quella maglia di Acerbi portata sotto la curva rossonera


La notte del Milan, la notte di Kessie e di Bakayoko. Il gol vittoria del primo, la prestazione a tutto campo del secondo. Fra i migliori. Anche nei momenti più complicati di una partita strana, intensa, piena di tutto. Chiusa con una vittoria fondamentale in chiave Champions. E con un episodio che ha fatto discutere. Evitabile, sicuramente. Succede tutto a fine partita, quando (dopo la rissa che ha coinvolto diversi giocatori di entrambe le squadre) il Milan sta correndo sotto la curva Sud per festeggiare i 3 punti. L’entusiasmo è alle stelle.

Ma la situazione scappa di mano. E si va oltre. Kessie e Bakayoko si presentano con la maglia di Acerbi in mostra, come un trofeo di guerra. L’immagine diventa subito virale sui social. Il motivo? Il botta e risposta tra il difensore della Lazio e Bakayoko nei giorni scorsi, su Twitter. Acerbi aveva detto: “Come singoli non c’è paragone fra noi e il Milan”. Baka aveva replicato: “Ok, ci vediamo sabato”. La controreplica diAcerbi aveva avuto toni distensivi: “Non mi interessano le parole, non volevo mancare di rispetto a nessuno! Il calcio regala queste sfide che si trasformano in emozioni, il calcio è solo un gioco ma è quello più bello del mondo”. Ieri sera la nuova puntata. La resa dei conti.

Accuse e scuse

Dopo aver visto la scena della sua maglia portata sotto la curva, Acerbi si è sentito preso in giro ha detto la sua su Twitter: “Sono dispiaciuto perché ho scambiato la maglia per mettere fine alla questione, fomentare odio non è sport ma un segno di debolezza”. Acerbi era infatti andato da Bakayoko a fine gara per chiarire e chiudere la vicenda proponendo uno scambio di maglie. Il rossonero però, dopo aver accettato la maglia del 33 della Lazio, è subito andato sotto la curva rossonera mostrando il bottino. Brutta scena. Evitabile, già. Ciro Immobile è entrato a gamba tesa, sempre via social: “Due piccoli uomini che mostrano la maglia di un campione sia in campo che nella vita…sei un grande Leone non ci pensare”. L’episodio è stato commentato subito anche da Gattuso, con la consueta onesta’ intellettuale: “Dobbiamo chiedere scusa, ho visto le immagini e c’è poco da dire, se non chiedere scusa. E penso anche un’altra cosa. Che i club devono stare più attenti: i calciatori professionisti devono smettere di smanettare. Ore e ore a scrivere sui social. Si allenino di più, piuttosto. Ribadisco: stasera dobbiamo solo chiedere scusa”. Inappuntabile. Bene ha fatto il club rossonero a imporsi. Le scuse sono arrivate. Dai diretti interessati. Bakayoko su Twitter: “Il mio è stato un gesto scherzoso. Non volevo mancare di rispetto a nessuno. Chiedo scusa a @Acerbi_Fra se si è sentito offeso. #ForzaMilan @acmilan”. Così anche Kessie, su Instagram: “Le mie scuse più sincere a Francesco Acerbi, volevo semplicemente scherzare, niente di più. Massimo rispetto per tutti”. Caso chiuso, forse. Di sicuro, non lo è la corsa Champions. Pazza, forsennata, eccessiva, isterica.

14 aprile 2019 (modifica il 14 aprile 2019 | 10:10)

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