Manovra, nuovo aumento sigarette 10 centesimi in più dal 2019 –


Sigarette più care e rischio aumento per addizionali locali e Imu sulle seconde case. Sono alcuni effetti della legge di Bilancio, depositata alla Camera dove inizierà il suo iter la prossima settimana. Una manovra che, come ogni anno, da un lato offre molti bonus e dall’altro nasconde qualche sorpresa amara. Tra le conferme, la stretta su banche, assicurazioni e giochi che porteranno una dote di circa 4 miliardi e mezzo tra risparmi e nuovi incassi. Ecco nel dettaglio le ultime novità.

In arrivo un nuovo aumento dei pacchetti di sigarette, per tutte le fasce di prezzo. Secondo quanto si legge nella relazione tecnica che accompagna la manovra «l’incremento della fiscalità potrebbe essere recuperato dai produttori con un aumento dei prezzi di vendita di circa 10 centesimi a pacchetto, per tutte le fasce di prezzo». Nella legge di Bilancio sono previsti per il 2019 rincari della tassazione per le sigarette di 108 milioni, altri 22,5 milioni per il tabacco trinciato, circa 1,8 milioni per i sigari, per un totale di 132,6 milioni.

Novecento nuovi contratti di formazione specialistica per i medici, a partire dal 2019. È l’effetto dell’incremento previsto in legge di bilancio dei fondi per gli specializzandi, secondo quanto spiega la relazione tecnica alla manovra. Al finanziamento complessivo già previsto di 708 milioni se ne aggiungeranno «22,5 per il 2019, 45 milioni per il 2020, 68,4 milioni per il 2021, 91,8 milioni di euro per il 2022 e 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023».

Con il nuovo “bonus eccellenze” avrà chance di posto fisso un “cervellone” su 10. È quanto emerge dalla relazione tecnica che accompagna la legge di Bilancio. Lo sconto fino a 8mila euro è previsto per incentivare l’assunzione di laureati in corso con 110 e lode con meno di 30 anni e dottori di ricerca entro i 34 anni, che abbiano conseguito il titolo tra gennaio 2018 e giugno 2019. I giovani “eccellenti” sono stati, in analogo periodo (tra 2017 e 2018) circa 60mila. Le risorse stanziate quindi permetteranno «6.000» assunzioni.

La mancata conferma del blocco degli aumenti di tributi e addizionali locali fa lanciare l’allarme al Pd di rincari praticamente «inevitabili». Le imposte locali erano congelate dal ‘2016’ per volere dei governi Renzi prima e Gentiloni poi. Ora senza il rinnovo della norma Regioni e Comuni, che non l’avevano già fatto in precedenza, potranno aumentare le aliquote fino ai livelli massimi. Cioè il 3,3% per l’addizionale Irpef regionale, lo 0,8% per quella comunale (con l’eccezione di Roma dove è già allo 0,9%) e il 10,6 per mille per Tasi e Imu sulle seconde case.

Tagli da 435 milioni alla spesa ai ministeri. E un calo della spesa in conto capitale, che finanzia gli investimenti, da 822 milioni, che salgono a circa 1,6 miliardi se si sommano 790 milioni di «riprogrammazioni». Sono le cifre per il 2019 che emergono dalla relazione tecnica alla legge di bilancio. Secondo le tabelle complessivamente i fondi per la spesa corrente saliranno nel 2019 di 206 milioni (con 646 milioni di rifinanziamenti) e la spesa per investimenti di 342 milioni (con un rifinanziamento di 1,9 miliardi). 

La stretta su banche e assicurazioni consentirà allo stato di risparmiare, nel 2019, oltre 4,2 miliardi. La relazione tecnica allegata alla manovra conferma le previsioni già indicate dal governo nel Draft Budgetary Plan (Dbp). L’aumento degli acconti per le assicurazioni, che nel 2019 passa dal 59% all’85% assicurerà 832 milioni mentre dal comparto del credito provengono invece oltre 3 miliardi. La rimodulazione delle Dta, cioè il differimento delle deduzioni sulla svalutazione dei crediti, porta a un recupero di gettito di 950 milioni. Quasi 1,2 miliardi arriveranno invece dalla dilazione in 10 anni della deducibilità delle perdite attese in sede di prima applicazione dei nuovi principi contabili Ifrs 9. Oltre 1,3 miliardi arriveranno poi dall’intervento sulla deducibilità in 11 anni (dal 2019 al 2029) delle quote di ammortamento del valore dell’avviamento e di altri beni immateriali che interessano per la «quasi totalità» operatori bancari e finanziari. 

Infine la proroga dei vari bonus, dalle ristrutturazioni ai giardini, fino all’ecobonus, stimolerà circa 6 miliardi di spese in più, che senza agevolazione non si sarebbero messi in cantiere.

 


Giovedì 1 Novembre 2018, 17:08 – Ultimo aggiornamento: 01-11-2018 20:55
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