Mancini, l’artigiano che modella l’Italia: Kean e Piccini le ultime intuizioni


Roberto Mancini non un allenatore banale e non si accontenta della normalit. Scava, studia, sperimenta, si innamora. Soprattutto si fida del suo intuito. In questi primi mesi azzurri ha disegnato una Nazionale a sua immagine e somiglianza, sbarazzina, talentuosa e faccia al vento. Un dato serve a capire l’atteggiamento dei suoi discepoli: l’Italia nelle ultime quattro partite ha recuperato in media ogni volta 25 palloni nella met campo avversaria. Il Napoli, la migliore in A, a 17. Mancio non esaspera i giocatori con gli schemi, non li stordisce con i video, tiene alto l’umore del gruppo con la musica nel riscaldamento e mercoled sera ha concesso l’uscita dal ritiro di Coverciano per una cena in un noto ristorante stellato di Firenze. Anche cos si prepara l’esordio nell’Europeo con la Finlandia.

Ma il valore aggiunto sono le intuizioni da numero dieci. Il c.t. ha chiamato Zaniolo quando ancora non aveva giocato in A e ha dato una svolta al gioco inserendo il doppio regista, Jorginho accanto a Verratti: in Inghilterra e in Francia, per motivi diversi, sono tutti e due nel mirino della critica e dei tifosi e in azzurro cercano un riscatto. Il tridentino leggero, senza centravanti, ha regalato momenti di spettacolo ed servito a ritrovare l’affetto della gente. Mancini per non si ferma e come un artigiano cerca di modellare la sua creatura. Con lo spirito giusto. Le difficolt vanno trasformate in occasioni. Cos, perso Chiesa, rientrato alla Fiorentina per curare l’infiammazione al pube, tentato dall’idea di lanciare per la prima volta dall’inizio Kean, 19 anni, titolare della Under 21, rapito a Di Biagio. Giocherebbe in 19 squadre su 20, ha confidato tempo fa. Invece il ragazzino, che ricorda il primo Balotelli, ha preferito la panchina alla Juve dove ogni allenamento contro Bonucci e Chiellini una specie di lezione all’universit.

Davvero Mancio lo lancer nella delicata serata di Udine con alle spalle solo mezzoretta nell’amichevole di novembre con gli Usa? Ieri lo ha provato nel tridente con Immobile e Bernardeschi. La tentazione forte. Kean sarebbe il primo 2000 a giocare dall’inizio in azzurro, come stato il primo ad aver esordito in A e in Champions. Lesto, motivato e con il senso del gol. L’alternativa il pi ordinario Politano. Forse pi affidabile, di sicuro meno intrigante. E al posto di Florenzi, tradito dal polpaccio, un’altra intuizione di Mancini: Piccini, ex primavera della Fiorentina, ora al Valencia, 2 presenze e 12 minuti in azzurro. Barella, uno dei ragazzi fatti debuttare dal nuovo tecnico, lancia la sfida: Siamo pronti. Con questo allenatore ci sentiamo liberi di osare e di sbagliare. Lui ci d fiducia e la fiducia aiuta a crescere. la rivoluzione del Mancio per un’Italia nuova, giovane e speriamo vincente.

21 marzo 2019 (modifica il 21 marzo 2019 | 22:34)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




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Mancini, l’artigiano che modella l’Italia: Kean e Piccini le ultime intuizioni


Roberto Mancini non un allenatore banale e non si accontenta della normalit. Scava, studia, sperimenta, si innamora. Soprattutto si fida del suo intuito. In questi primi mesi azzurri ha disegnato una Nazionale a sua immagine e somiglianza, sbarazzina, talentuosa e faccia al vento. Un dato serve a capire l’atteggiamento dei suoi discepoli: l’Italia nelle ultime quattro partite ha recuperato in media ogni volta 25 palloni nella met campo avversaria. Il Napoli, la migliore in A, a 17. Mancio non esaspera i giocatori con gli schemi, non li stordisce con i video, tiene alto l’umore del gruppo con la musica nel riscaldamento e mercoled sera ha concesso l’uscita dal ritiro di Coverciano per una cena in un noto ristorante stellato di Firenze. Anche cos si prepara l’esordio nell’Europeo con la Finlandia.

Ma il valore aggiunto sono le intuizioni da numero dieci. Il c.t. ha chiamato Zaniolo quando ancora non aveva giocato in A e ha dato una svolta al gioco inserendo il doppio regista, Jorginho accanto a Verratti: in Inghilterra e in Francia, per motivi diversi, sono tutti e due nel mirino della critica e dei tifosi e in azzurro cercano un riscatto. Il tridentino leggero, senza centravanti, ha regalato momenti di spettacolo ed servito a ritrovare l’affetto della gente. Mancini per non si ferma e come un artigiano cerca di modellare la sua creatura. Con lo spirito giusto. Le difficolt vanno trasformate in occasioni. Cos, perso Chiesa, rientrato alla Fiorentina per curare l’infiammazione al pube, tentato dall’idea di lanciare per la prima volta dall’inizio Kean, 19 anni, titolare della Under 21, rapito a Di Biagio. Giocherebbe in 19 squadre su 20, ha confidato tempo fa. Invece il ragazzino, che ricorda il primo Balotelli, ha preferito la panchina alla Juve dove ogni allenamento contro Bonucci e Chiellini una specie di lezione all’universit.

Davvero Mancio lo lancer nella delicata serata di Udine con alle spalle solo mezzoretta nell’amichevole di novembre con gli Usa? Ieri lo ha provato nel tridente con Immobile e Bernardeschi. La tentazione forte. Kean sarebbe il primo 2000 a giocare dall’inizio in azzurro, come stato il primo ad aver esordito in A e in Champions. Lesto, motivato e con il senso del gol. L’alternativa il pi ordinario Politano. Forse pi affidabile, di sicuro meno intrigante. E al posto di Florenzi, tradito dal polpaccio, un’altra intuizione di Mancini: Piccini, ex primavera della Fiorentina, ora al Valencia, 2 presenze e 12 minuti in azzurro. Barella, uno dei ragazzi fatti debuttare dal nuovo tecnico, lancia la sfida: Siamo pronti. Con questo allenatore ci sentiamo liberi di osare e di sbagliare. Lui ci d fiducia e la fiducia aiuta a crescere. la rivoluzione del Mancio per un’Italia nuova, giovane e speriamo vincente.

21 marzo 2019 (modifica il 21 marzo 2019 | 22:34)

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