Mancini e la nuova coppia: «Balotelli e Kean possono giocare insieme»


Lagiovane Italia cresce bene. E Roberto Mancini già guarda avanti, oltre il Liechtenstein, martedì sera a Parma. “Kean e Balotelli? Possono giocare insieme”, ammicca. La coppia più suggestiva potremmo vederla all’opera a giugno, nelle partite cruciali del girone di qualificazione verso l’Europeo itinerante del 2020, prima la trasferta di Atene contro la Grecia, poi l’incrocio con la Bosnia di Pjanic e Dzeko allo Stadium di Torino.

Le prossime mosse

Mancini anticipa sempre le mosse: prima ha portato Zaniolo in Nazionale senza che il romanista avesse mai giocato un minuto in serie A, poi ha lanciato il doppio play (Jorginho e Verratti) e il tridentino leggero. Ora è la volta del portentoso Kean, il primo Millennial a giocare titolare in Nazionale. «Li trovo tutti io quelli così», dice scherzando. Ma poi torna serio: «Moise ha qualità enormi, fisicamente è devastante, è una prima punta che, vista l’età, può adattarsi a fare l’esterno». Ecco quindi il progetto: Moise all’ala e Balo nel cuore dell’attacco. Perché al netto dei due gol, la fase offensiva è ancora da perfezionare. All’Italia manca un cecchino. «Dobbiamo essere più cinici, ma già siamo migliorati. Vedrete che il problema del gol lo risolveremo», la promessa del c.t.. Il Friuli esalta l’ex Quagliarella, che entra nel finale e colpisce la traversa. Immobile, il titolare, si vede solo per l’azione insistita che si conclude con l’assist per il raddoppio di Kean. Sinora sono dieci marcatori diversi nelle prime dieci partite di Mancini. «Immobile deve stare tranquillo, non ho critiche da muovergli. Il gol, prima o poi, lo troverà. Quagliarella è entrato bene, ma in quel momento le maglie della difesa finlandese si erano un po’ allentate», dice l’allenatore. La prima scelta in assoluto resta Balo. Ma è chiaro che, con i recuperi di Chiesa e Insigne, il ventaglio delle soluzioni offensive aumenta. Mentre la difesa tiene: sono quattro le partite senza subire gol, uno nelle ultime cinque. Con la Finlandia qualche problema si è visto a centrocampo, dove è spiccato Barella, l’autore del primo gol, ma sono andati maluccio sia Jorginho sia Verratti, per la verità più l’italo-brasiliano del giocatore del Paris Saint Germain. Mancini però li difende: «A me Jorginho e Verratti non sono dispiaciuti. La verità è che la Finlandia ha cambiato sistema di gioco per difendersi e noi, dopo una pausa di quattro mesi, abbiamo fatto fatica a riallacciare il filo del discorso. All’inizio non riuscivamo a essere alti, poi siamo migliorati. E la vittoria è meritata».

24 marzo 2019 (modifica il 24 marzo 2019 | 10:28)

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