Manchester United-Solskjaer, un amore che si riannoda partendo dal gol Champions in «zona Cesarini»


Per raccontare chi rappresenta Ole Gunnar Solskjaer per il Manchester United non si può prescindere dal tornare indietro alla sera del 26 maggio 1999. Stadio Camp Nou di Barcellona, si affrontano il Manchester United di Alex Ferguson e il Bayern Monaco di Ottmar Hitzfeld per la finale di Champions League. Al novantesimo minuto, i bavaresi sono in vantaggio per 1-0 grazie alla rete messa a segno da Mario Basler in apertura; a tempo scaduto, i Red Devils prima pareggiano grazie a Teddy Sheringham, che devia in rete un tiro debole di Ryan Giggs, poi trovano il gol della vittoria con Solskjaer che, su calcio d’angolo, mette il pallone alle spalle di Kahn, regalando al Manchester United la vittoria nella massima competizione europea 31 anni dopo il successo di Londra.

Il norvegese, nato a Kristiansund, un paese di poco più di 20 mila abitanti famoso per il baccalà e per avere il teatro dell’opera più antico della Norvegia, è l’uomo della provvidenza: partito dalla panchina, come spesso gli accade, e subentrato a nove minuti dal termine dei tempi regolamentari, quando i tedeschi sono già pronti a festeggiare, a Andy Cole, diventa immediatamente l’uomo simbolo della vittoria e il beniamino dell’intera tifoseria.

In una formazione che conta stelle del calibro di Giggs, Schmeichel, Beckam, Yorke, Cole e dei gemelli Neville, un attaccante moderno e completo come Solskjaer si è ritagliato un ruolo da riserva di lusso, che entra e risolve partite impossibili, guadagnandosi l’appellativo di miglior dodicesimo uomo del mondo. Cresciuto nel Clausenengen, squadra della sua città natale in terza divisione, passa al Molde nel 1995 ed esordisce nella massima divisione norvegese quando ha già 26 anni. Nonostante sia arrivato piuttosto tardi al grande calcio, il suo talento non rimane inosservato e, dopo due stagioni nelle quali mette a segno 51 reti, Cagliari e Amburgo mettono gli occhi su di lui. Non hanno fatto i conti, però, con Alex Ferguson che decide di portarlo nel suo Manchester United: così, nell’estate del 1996, Ole Gunnar Solskjaer passa ai Red Devils per un milione e mezzo di sterline.

Al termine della stagione 2006-07, dopo un infortunio al ginocchio patito in allenamento con la nazionale norvegese, Solskjaer lascia il calcio giocato e il 4 settembre, in occasione della partita interna contro il Sunderland, la dirigenza del Manchester United gli concede di scendere in campo per salutare i suoi tifosi che gli tributano una standing ovation. Al momento del ritiro, lo scandinavo detiene il record del maggior numero di gol messi a segno nella storia del Manchester United subentrando dalla panchina (19) e dell’intera Premier League (17, superato poi da Jermain Defoe). In totale, dopo 11 stagioni all’Old Trafford, conquista 7 titoli inglesi, 2 Coppe d’Inghilterra, una Coppa di Lega inglese, 2 Champions League e una Coppa Intercontinentale.

19 dicembre 2018 (modifica il 19 dicembre 2018 | 14:46)

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