Magnus Carlsen, il campione di scacchi che si allena giocando a calcetto


Gran maestro a 13 anni. Numero uno della classifica mondiale a 19, campione del mondo a 23. Magnus Carlsen, norvegese, 28 anni domani, che mercoled si riconfermato campione battendo a Londra l’italoamericano Fabio Caruana probabilmente uno dei pi grandi scacchisti della storia. Ma non ha mai raggiunto la popolarit che meriterebbe (se non in patria) per due motivi: il personaggio sbagliato ed nato nel momento sbagliato.

Antipersonaggio

Riservato, di poche parole usa i social, ma rimane un antipersonaggio. Come dichiar alcuni anni fa a Time in un’intervista Voglio far capire a tutti che sono una persona normale, non un personaggio strambo (anche se ha un QI da 190 punti). In secondo luogo convinto che gli scacchi siano uno sport (del resto gli hanno permesso d’incassare premi per circa 8 milioni di dollari), non una forma d’arte e questo lo ingabbia nella cerchia degli appassionati di settore. Non ha le doti da animale politico di un Kasparov.
La sua sfortuna, del resto, di essere nato in un’epoca in cui gli scacchi sono il primo sport in cui l’uomo sta per essere superato dalla macchina. Pochi colgono la bellezza di quel combattimento intellettuale che per Carlsen l’essenza vera di questo sport. Lontani poi i tempi in cui gli scacchi diventarono un terreno di confronto, anche politico, tra Est ed Ovest.

L’uomo

Dell’uomo Carlsen non sappiamo molto. Anche se Benjamin Ree nel 2016 ha presentato al Tribeca Film festival un documentario Magnus dedicato al campione del mondo norvegese. Scopriamo che a scuola non era niente di speciale era appassionato alla matematica e che gli scacchi gli hanno dato sicurezza. La sua prima ragazza (che anche l’attuale) si chiama Synne Christin Larsen ha 23 anni e l’avrebbe conosciuta a 26 anni. Da buon norvegese allena il corpo oltre alla mente attraverso la corsa e lo sci di fondo. Ma appare in alcune foto sui social impegnato a giocare a calcetto (in alcune persino con una maglietta della Roma). E’ un convinto sostenitore del fatto che la forza di uno scacchista dipenda dall’esperienza e per questo si allena tantissimo, ma molti esperti dicono che il suo vero punto di forza sia un’innata intuizione su come si svilupper il gioco e soprattutto sulla posizione che assumeranno tutte le pedine sulla scacchiera. Posso immaginare cosa succedere nelle prossime 20 mosse e quali saranno le posizioni di ciascun pezzo ha spiegato Carlsen. In pratica come se vedesse nel futuro. Una capacit di cui il mondo (purtroppo) tende sempre di pi a fare a meno.

29 novembre 2018 (modifica il 29 novembre 2018 | 12:54)

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