Ma Macron vola a Berlino e parla di Europa con Angela –


Lasciato a Parigi il fidato premier Edouard Philippe a mettere la faccia al posto suo per fronteggiare la «rivolta dei gilet gialli» (che è poi quella della classe media della Francia profonda tradita e inascoltata), Emmanuel Macron è volato ieri a Berlino per fare ciò a cui si sente più vocato: delineare insieme con la Cancelliera tedesca Angela Merkel il futuro dell’Europa messo in pericolo dal ritorno dei nazionalisti.

Al Bundestag, il Parlamento della Germania riunito per l’occasione in seduta plenaria, il presidente francese ha tenuto un discorso che la Merkel ha apprezzato al punto da definirlo senza mezzi termini «grandioso». Non che il tema fosse innovativo: Macron ha rilanciato il ruolo dell’intesa franco-tedesca come coppia forte alla guida di un’Europa che si trova «davanti a un bivio» e deve «aprire un nuovo capitolo», smettendo una buona volta di essere «matrigna». La novità – per così dire- sta semmai nei tempi. Le elezioni europee del prossimo maggio si avvicinano, ha detto l’ospite francese ai parlamentari tedeschi, e prima di quella scadenza è imperativo che sia avviato un ampio processo di riforme dell’Ue.

L’obiettivo dichiarato è l’esatto opposto di quello dei nazionalisti/populisti, altrimenti noti come sovranisti: dare più sovranità all’Europa Unita, riducendo proporzionalmente quella dei Paesi membri. Nella visione macroniana, approvata dalla Cancelliera tedesca e salutata addirittura da una standing ovation del Bundestag, questa accelerazione del processo d’integrazione europeo servirà non solo a conservare all’Europa un ruolo da protagonista nel mondo, ma anche a impedire che «il mondo scivoli verso il caos».

L’ambizioso Macron, che non ha dimenticato di ribadire la necessità di sviluppare una difesa comune europea, ha spiegato quale sia a suo giudizio il crocevia che ha davanti a sé il mondo di oggi: «O precipita in una fascinazione senza fine per una tecnologia senza coscienza, un nazionalismo senza pensiero e un fanatismo senza valori, oppure riesce a fare sue le straordinarie conquiste del progresso in modo che tutta l’umanità ne possa trarre profitto».

Angela Merkel ha approvato con convinzione le tesi di Macron, e ha detto che «adesso dobbiamo davvero produrre dei risultati», che sembrano più di natura economica: dalle sue parole è parso che la priorità sia la difesa della moneta comune dagli «squilibri» presenti fra i Paesi membri per mezzo dell’ormai famoso fondo comune per l’eurozona. Il pacchetto di proposte comuni franco-tedesche per la riforma dell’Ue, ha annunciato la Cancelliera, verrà reso noto in occasione del prossimo vertice europeo del 13 e 14 dicembre.

Le parole ispirate pronunciate da Macron a Berlino contrastano con il suo silenzio sulla grave contestazione subita sabato: quasi 300mila manifestanti scesi a bloccare le strade di tutta la Francia, compresa quella che porta all’Eliseo, per protestare contro l’ennesimo rincaro del carburante. Una misura decisa da Macron come contributo alla lotta contro i cambiamenti climatici, senza tener conto che, al di fuori dei quartieri urbani abitati da benestanti e «consapevoli» cittadini abituati a usare mezzi pubblici e biciclette, essa è percepita come un’ottusa vessazione da parte di chi usa l’auto per lavorare, o semplicemente rivendica il diritto di continuare a farne uno strumento di libertà individuale. A Berlino, insomma, alati discorsi sui grandi principi, in patria invece silenzi che sottolineano la distanza da quello stesso popolo che si pretende di servire tracciando elevate strategie europee. Difficile che i conti tornino.


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