Luxottica, scontro tra i soci Del Vecchio: «Essilor non rispetta i patti» e il titolo cede in Borsa


È scontro aperto tra Leonardo Del Vecchio e Hubert Sagnières, il manager francese con cui condivide la guida di EssilorLuxottica. Dopo mesi di voci fatte filtrare sulla stampa contro Del Vecchio — che vorrebbe imporre il suo braccio destro Francesco Milleri «conquistando» Essilor — il fondatore di Luxottica ha reagito. E in un comunicato e in una intervista aLe Figaroha accusato Sagnières di aver «violato i patti» e rotto il rapporto di fiducia. Annunciando di riservarsi azioni per tutelare il proprio interesse. Nella nota spiega di aver «identificato comportamenti di alcuni rappresentanti di Essilor che meriterebbero l’adozione immediata di misure appropriate da parte del Cda, poiché contrari al dovere di leale cooperazione e buona fede richiesto dall’accordo di combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin». Per fetto dello scontro tra i soci il titolo sta perdendo a Parigi il 5% mentre l’indice Cac 40 cede lo 0,15%.

Nel mirino c’è Sagnières che «a partire da gennaio 2018, ha nominato quattro manager chiave, tutti di Essilor, con i quali cerca di gestire EssilorLuxottica da solo». Assunti a peso d’oro e di cui nè il Cda nè lo stesso Del Vecchio («avrei dovuto decidere con Sagnières») sono stati informati. «Ecco come lavora Hubert». Il quale, prosegue Del Vecchio, «deve avere il coraggio di dire che, per lui, sono io il problema». In questo caso, si discuterà e «l’unico arbitro» sarà il Cda.

È la fine di EssilorLuxottica? Del Vecchio spera di no. Spiega di aver investito «il frutto di 70 anni di lavoro», ovvero il suo 62% di Luxottica, in cambio del 32,5% di EssilorLuxottica (ma il 31% dei diritti di voto, contro il 4% dei manager e dipendenti Essilor), «è un investimento a lungo termine e non me ne pento». Per questo, se i rapporti non saranno ristabiliti, all’assemblea del 16 maggio dirà agli azionisti di non preoccuparsi, che le sinergie arriveranno quando sarà il momento. Cioè quando Delfin potrà far valere le sue azioni e la società sarà governata «nel rispetto di tutti gli azionisti».


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