L’università italiana dell’alta velocità, così hanno studiato i maghi della F1


A volte Max Verstappen ricorda i viaggi in macchina di ritorno dalle gare. Se vinceva volavano via allegri con pap Jos al volante, se perdeva diventavano interminabili e silenziosi. Lewis Hamilton adorava la pizza, lo chiamavano lo Sceicco. Per farlo sentire importante, perch correva nella stessa squadra di Nico Rosberg, biondo e angelico, e per tutti il figlio di Keke era il Principe. Era uno sbarbato Robert Kubica quando lasci la Polonia per trasferirsi sul Garda, viveva con un famiglia che lo faceva sentire come a casa. Di quegli anni conserva memorie indelebili. Lonato, Muro Leccese, Sarno, il viaggio degli uomini pi veloci del mondo partito dalla provincia italiana.

C’ un dato che riassume tutto: dei venti piloti che domenica si schiereranno sulla griglia di Shanghai per il millesimo Gp della storia della F1 il 100% ha iniziato sui kart. E quasi tutti sono passati per il nostro Paese, si sono affrontati in battaglie furiose, Verstappen e Charles Leclerc per esempio, hanno pianto e urlato con una coppa in mano e l’apparecchio per i denti in vista. Non c’ altro posto al mondo per farsi le ossa e poi saltare sulle monoposto: Mick Schumacher cresciuto nella Formula 4 italiana, e cos anche il debuttante della McLaren Lando Norris.
La serie nata su impulso dell’Aci Sport ed stata imitata in altre nazioni, mentre quest’anno la Formula Regional (un gradino pi su della F4) sta provando a seguire lo stesso successo. Per continuare ad attrarre piloti dall’estero (gi il 70% viene da fuori) e per cercare di coltivare i nostri, Antonio Giovinazzi ha riportato il tricolore dopo 8 anni di assenza. Non pu e non deve restare solo.

In Italia ci sono i costruttori pi importanti al mondo, sono nate le scuderie e ci sono le piste migliori: il centro del mondo per i kart. Sui kart si forma il carattere e quello non lo cambi, te lo porti dietro fino alla F1: se uno “aggressivo” resta “aggressivo”, se sorpassi in un certo modo continuerai a farlo cos dice Dino Chiesa, uno dei migliori talent scout in circolazione, creatore del marchio Kart Republic. Maestro di due campioni del mondo, con Rosberg il sodalizio continua perch sempre il padovano a occuparsi dell’Academy dell’ex Mercedes dove segue un dodicenne dal futuro promettente. Andrea Kimi Antonelli, entrato nel junior team della Mercedes: Ma il pap gli ricorda sempre che deve andare bene a scuola e poi correre, l’esempio giusto. Sa quanti si perdono?

Com’era Hamilton da piccolo? Fortissimo. Lo aveva capito subito anche Ron Dennis che me lo port. Che abbia vinto 5 titoli non mi ha sorpreso pi di tanto, se li merita, ma stato aiutato da una F1 diversa da quella di Senna dove anche chi non aveva soldi riusciva ad arrivare. Oggi il talento non basta pi, servono mezzi economici e contatti giusti. Tornando alla pista Lewis ha corretto un difetto: prima tendeva a strafare, ora si accontenta ed cos che si vincono i campionati. Verstappen? rimasto impulsivo certe volte, o “tutto o niente”, perse un Mondiale di kart per questo: se non cambia rischia di non diventare campione anche quando avr la macchina per farlo. Leclerc? Talento e tanta testa, sempre tranquillo. Sembra pi grande, pu fare davvero bene. Anche Charles torna spesso a Lonato a girare sui kart, il primo amore non si dimentica mai.

10 aprile 2019 (modifica il 10 aprile 2019 | 07:53)

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