«Lui non ha mai chiesto di morire» –


«Mio figlio non mi ha mai chiesto di morire; ha chiesto
esclusivamente ed espressamente di poter essere addormentato in
attesa del suo ultimo respiro. Stamattina ho chiesto al dottor
Marra soltanto di addormentarlo, come da richiesta di
Carmine». Lo dice ai carabinieri del Nas, il 18 gennaio
scorso, il padre di Carmine Giannattasio – il 28enne di
Battipaglia, malato terminale, ucciso, secondo gli inquirenti, da
una dose di Midazolan, somministratagli dal dottore Alessandro
Marra. Quella dichiarazione per gli inquirenti è
chiarissima: i genitori del ragazzo non volevano accelerare il
decesso, non erano preparati a questo. 

Oltre alla testimonianza del padre del 28enne, diverse
intercettazioni sono confluite nelle carte dell’inchiesta
della Procura di Salerno che ha travolto l’hospice “Il
giardino dei girasoli” di Eboli. In particolare, il dottore
Marra è accusato di aver ucciso con un’iniezione
letale il malato terminale. Si parte proprio dalla mattina del 18
gennaio. «Se ti rendi conto che è proprio in uno stato
di delirio terminale bisogna solo addormentarlo
definitivamente» dice al telefono il medico dall’altro
ieri agli arresti domiciliari nell’ambito di
un’inchiesta nata dalla sparizione di alcuni medicinali nella
struttura sanitaria ad Eboli.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO:

  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet

SCOPRI LA PROMO

Se sei già un cliente accedi con le tue credenziali:



Sabato 20 Ottobre 2018, 23:47 – Ultimo aggiornamento: 20-10-2018 23:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA


https://www.youchannel.org/feed/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *