l’obiettivo è trattare fino a maggio –


Giuseppe Conte e Giovanni Tria cercano di comprare tempo. Il M5S
è infatti disposto a pagare molto, moltissimo, pur di
arrivare alle elezioni europee di maggio. La Lega, dal canto suo,
finge di adeguarsi. Salvini guarda da lontano, senza troppa
convinzione, il lavoro di Conte e Tria e, se può, prova a
complicarlo chiedendo aiuto a Babbo Natale e attaccando Bruxelles e
i commissari Ue.

«Visto! Lo spread non sale come qualcuno pensava o
sperava», sosteneva ieri Laura Castelli, sottosegretaria al
Mef in quota M5S, poco prima di entrare in aula ad ascoltare il
presidente del Consiglio. La Castelli è raggiante per la
perfomance della sera precedente a Porta a Porta e per lo spread
che non è schizzato dopo la bocciatura della manovra da
parte di Bruxelles: «La verità è che si dicono
cose assurde. Come quella dei dieci miliardi che dovremmo pagare.
Faremo reddito e pensioni prima delle elezioni europee. E’
scritto nel contratto e i soldi ci sono». La certezza della
sottosegretaria diventa la scommessa di Conte e Tria che domani
sera a Bruxelles incontreranno il presidente della Commissione Jean
Claude Juncker in modo da sostenere l’idea che possa esserci
ancora una trattativa dopo la bocciatura. «Perchè
c’è una trattativa?», la risposta sorniona che
ieri Giancarlo Giorgetti dava a chi chiedeva conto di possibili
novità.

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Venerdì 23 Novembre 2018, 07:00
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