Lo stadio di San Siro: 3 motivi per abbatterlo, 3 per ristrutturarlo


Inter e Milan hanno raggiunto un’intesa su San Siro e vogliono costruire a fianco all’attuale Meazza un impianto tutto nuovo. La scelta di abbattere lo stadio trova una forte opposizione, è nato un comitato contro la demolizione e in molti si sono espressi per salvare quello che ritengono un simbolo di Milano e del calcio italiano. Altrettanti però sono i sostenitori di uno stadio nuovo e moderno, poiché è quella la via scelta da molte società europee. Tralasciando le complesse questioni legali e gli accordi da definire con il Comune e il sindaco Giuseppe Sala, cerchiamo di capire pro e contro di un nuovo stadio.

Perché è meglio demolirlo
1) Ricavi più alti

Il primo e indiscutibile punto di forza sono i ricavi. Uno stadio nuovo garantirebbe a Inter e Milan introiti ai livelli dei più grandi club europei. Per poter competere in campo internazionale occorrono risorse su cui oggi le milanesi non possono contare. L’attuale San Siro è un contenitore vuoto per sei giorni alla settimana, mentre un nuovo impianto sarebbe sempre in funzione. Attorno avrebbe strutture all’avanguardia, negozi, centri commerciali, ristoranti, alberghi.

2) Costi più bassi, tempi corti e sicurezza

I nostalgici vogliono ristrutturare San Siro, ma tentare di renderlo un impianto moderno attraverso una ristrutturazione sarebbe un po’ come voler mettere in una vecchia Fiat 127 il motore di una moderna Ferrari. Uno stadio nuovo costerebbe meno, sarebbe finito in minor tempo, eviterebbe di giocare per anni in un cantiere o peggio di dover trasferire Inter e Milan in impianti più piccoli di altre città. Poi c’è il discorso sicurezza. San Siro attuale è ok per gli standard Uefa, perché è stato aggiornato per la finale di Champions che ha ospitato nel 2016. Essere ok non significa essere sicuri, torniamo all’esempio della Fiat 127: può circolare perché gli sono state aggiunte le cinture di sicurezza, ma non ha tutto il resto delle dotazioni. San Siro ha carenze spaventose sulle uscite d’emergenza, la larghezza delle scale, le vie di fuga.

3) Stadio sempre pieno, più qualità dentro e fuori

Il nuovo San Siro dovrebbe avere una capienza tra i 55 e i 60 mila posti. L’obiettivo dei nuovi stadi è garantire un’ottima visibilità a tutti gli spettatori, oggi guardare la gara dal terzo anello e un po’ come assistere a una partita di Subbuteo. In più lo stadio viene aperto solo quattro-cinque ore prima e dopo i match: gli spettatori né prima né dopo hanno la possibilità di vivere l’impianto. Dentro lo stadio non ci sono ristoranti, non esistono aree dedicate a famiglie e bambini, non ci sono punti di ritrovo. Inoltre il terzo anello viene aperto solo per due partite di campionato: il derby e la partita con la Juventus, più eventuali gare di Champions League (non tutte peraltro). Vedere San Siro vuoto è uno spettacolo desolante e inoltre il terzo anello, costruito per il Mondiale del 90, ha costi di gestione altissimi.

Perché è meglio ristrutturarlo
1) La storia non si abbatte

Il pensiero di demolire San Siro a molti mette i brividi. Lo stadio è un simbolo di Milano e d’Italia. Inaugurato nel 1926, ampliato più volte, ha assunto l’attuale aspetto con il terzo anello nel 1990. Inter e Milan hanno scritto pagine di calcio storiche, firmato vittorie epiche. L’aspetto sentimentale è forte e va tenuto nella giusta considerazione. Nonostante il Meazza abbia più di 90 anni è ancora uno stadio che garantisce una buona visibilità (terzo anello a parte) e in cui si vive la partita con grande trasporto quando è tutto pieno.

2) L’esempio di altri impianti

La stragrande maggioranza dei club del mondo (non solo di calcio) sceglie di costruire un nuovo impianto. C’è però anche qualche società che ha deciso di mantenere il vecchio involucro. In Italia sta lavorando su una ristrutturazione il Bologna che non abbatterà il Dall’Ara ma lo riqualificherà. All’estero Wembley (dove però non giocava nessun club ma solo la Nazionale inglese) è risorto nello stesso punto, va detto però che dello storico impianto inglese non è rimasto nulla: è stato abbattuto e rifatto completamente. Il Real Madrid ha in progetto una ristrutturazione da 500 milioni del Santiago Bernabeu che è del 1947.

3) L’area dello stadio non cambierebbe

Ristrutturare San Siro significherebbe non toccare l’attuale area dello stadio. Per molti sarebbe un’occasione persa, per altri un modo per migliorare quella zona della città senza stravolgerla, ma fondendo storia e modernità. Indubbiamente i tempi di una ristrutturazione sarebbero più lunghi. Il sindaco Sala tifa più per una soluzione di questo tipo.

30 marzo 2019 (modifica il 30 marzo 2019 | 11:39)

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