Lo snob anti-Ue che guida i falchi –


«Non sto proponendo il mio nome come leader. Questo non ha nulla a che fare con la mia ambizione personale». Eppure Jacob Rees-Mogg, 49 anni, deputato del North East Somerset da otto, è il falco della Brexit che già a dodici anni diceva di «voler diventare milionario entro i venti, multimilionario a quaranta e primo ministro entro i settanta». L’impresa di arrivare a Downing Street non è detto che gli riesca. Nel frattempo, mentre il Paese è nel pantano per la Brexit, potrebbe riuscirgli quella più insidiosa per la premier britannica Theresa May. Con una lettera presentata al 1922 Committee, l’organo del Partito conservatore che ha il potere di convocare un voto di sfiducia contro il leader dei Tory in carica, Rees-Mogg ha avviato l’iter per spodestare Lady May dalla guida del partito. Ma se la premier la spuntasse, con il sostegno di almeno 158 deputati, non potrebbe essere più sfiduciata per i successivi dodici mesi. L’accordo con la Ue per la Brexit «si è rivelato peggiore di quanto anticipato e non rispetta le promesse fatte al Paese dalla premier», ha scritto dall’alto del suo ruolo di presidente dell’European Research Group, il movimento che rappresenta una cinquantina dei più accaniti deputati conservatori euroscettici.

«Nessun accordo è meglio di un pessimo accordo» ripete da mesi facendo pressing sull’esecutivo per una Brexit dura, forte del sostegno di molti conservatori che per spingere la sua avanzata nel partito, dopo il deludente risultato raggiunto da Theresa May alle elezioni anticipate del 2017, hanno avviato la campagna on-line Moggmentum.

Sostenitore di Trump, conservatore di ferro, già da ragazzino giocava in Borsa e leggeva il Financial Times, prima di entrare nel college dei futuri premier, Eton, e laurearsi al Trinity College di Londra, per poi passare un paio di anni nella banca d’investimento Rothschild. Padre di sei figli, a cui non ha mai cambiato un pannolino (per sua stessa ammissione) e che portano tutti nomi di santi e papi cattolici, Rees-Mogg è la sintesi perfetta del conservatore snob e anti-europeo che trema all’idea di trasformare il Regno Unito in un «Paese vassallo» della Ue. Non lo hanno mai visto senza giacca e cravatta e dell’essere inglesi dice: «È come avere vinto il primo premio alla lotteria della vita».

«Una disgrazia per i Tory», ha detto di lui l’ex deputato conservatore Matthew Parris, che lo definisce un «reazionario ostinato, inesorabile e inflessibile» per le sue posizioni sull’aborto e le politiche sociali. «La povertà si allevia tagliando le tasse alle persone e alle aziende più ricche». Ora è lui a lanciare la battaglia per spodestare Theresa May e proporre un hard-Brexiter a Downing Street. I nomi li ha già fatti davanti ai giornalisti che gli chiedevano chi potrebbe fare meglio dell’attuale leader. «Il partito è pieno di talenti. Ci sono Boris Johnson, David Davis, Dominique Raab ed Esther McVey. Sarebbero molto capaci di portare avanti una Brexit decente». Il toto-successione in casa Tory è già partito.


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