L’Iran risponde a Trump in stile Trono di Spade: “Io ti affronterò…” –


Donald Trump annuncia le sanzioni all’Iran con un tweet cinematografico che ricorda Il Trono di Spade, la fortunata serie Hbo ormai nota in tutto il mondo. Dall’altra parte, dopo meno di 24 ore, arriva la risposta di Qassem Soleimani, comandante dei Guardiani della Rivoluzione, che si immedesima in un personaggio della stessa serie e risponde su Instagram con un: “Io ti affronterò“.

Trump guarda l’orizzonte. Soleimani guarda in basso, i colori freddi, trasformandosi nel grande “cattivo” della serie americana: il Re della Notte.

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Un post condiviso da Ghasem Soleimany| (@soleimany_ir) in data: Nov 2, 2018 at 2:14 PDT

Sembra incredibile che la sfida che sta incendiano il Medio Oriente (e non solo) possa essere legata anche a questa retorica da Hollywood. E se anche il generale Soleimani, simbolo della Repubblica islamica, si presa a questo gioco delle parti, è davvero il sintomo di qualcosa di profondamente diverso rispetto ai canoni della diplomazia tradizionale. Ma dietro questa scelte propagandistiche, che lasciano il tempo che trovano, c’è una realtà ben diversa.

Trump e Soleimani postano: ma le sanzioni non sono virtuali, sono vere. E colpiranno il Paese mediorientale e le aziende internazionali in maniera molto pesante. Scatteranno domani e il segretario di Stato Mike Pompeo e quello al Tesoro, Steve Mnuchin, hanno già dichiarato che i provvedimenti colpiranno settori particolarmente importanti del sistema iraniano: i porti, il trasporto marittimo, la cantieristica, il petrolio, il gas e la finanza. “Imporremo anche sanzioni addizionali e quando tutte queste misure saranno ripristinate, l’Iran sarà sottoposta al sistema di sanzioni più punitivo che abbia mai dovuto fronteggiare“. Questo il commento del vice presidente americano Mike Pence a Hill.tv.

Insomma, un vero e proprio assedio, che, nonostante la propaganda hollywoodiana, lascia ben poco spazio all’immaginazione. C’è poco da sorridere: di mezzo c’è un assedio, migliaia di posti lavoro che andranno in fumo e commesse da miliardi di dollari che ballano. E fa effetto vedere che il presidente degli Stati Uniti e il comandante dei Pasdaran si dedichino a questo gioco.

E infatti, mentre i due avversari si colpivano a colpi di tweet del Trono di Spade, è arrivata la reazione ben più ferma e seria della Guida Suprema, Ayatollah Ali Khamenei, che in un discorso a Teheran ha affermato: “Questo nuovo presidente degli Stati Uniti ha disonorato il residuo prestigio dell’America e della democrazia liberale“. “Il duro potere degli Stati Uniti, cioè il loro potere economico e militare, è anche in calo“, ha aggiunto Khamenei. “La disputa tra gli Stati Uniti e l’Iran dura da oltre 40 anni – ha aggiunto l’Ayatollah -, gli Usa hanno agito molto contro di noi“, annunciando che questa guerra la vincerà la Repubblica islamica.

E non sarà una guerra combattuta da attori e da vedere comodamente sul divano. Perché a rischiare grosso ci sono anche molti Paesi dell’Occidente. Che non a caso hanno già annunciato la loro contrarietà alla scelta di Trump di ripristinare le sanzioni contro Teheran. I firmatari europei dell’accordo del 5+1 del 2015, Francia, Germania e Regno Unito, hanno già chiesto agli Stati Uniti di ripensarci. Ma non sembrano essere arrivate risposte positive in tal senso: Trump vuole costringere Teheran a cedere proprio attraverso il soffocamento della sua economia. L’Italia spera di essere fra i Paesi esentati dalle sanzioni anti-Iran, come lo sarà la Turchia e forse Giappone e Corea del Sud: ma i rischi sono comunque molto alti.




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