L’intesa con la Ue costa 38 miliardi Torna l’Iva, tagli alle spese e tasse


Trentotto miliardi di euro nel prossimo triennio, tra tagli di spesa e maggiori entrate. Dieci solo nel prossimo anno, con una sforbiciata di oltre 4 miliardi agli investimenti e altri 4 al Reddito di cittadinanza e alla controriforma delle pensioni e una “fidejussione” da 2 miliardi a garanzia della tenuta dei conti. un prezzo alto quello pagato dal governo italiano per ottenere il via libera di Bruxelles alla manovra triennale di bilancio, anche se i mercati premiano l’intesa, con lo spread in deciso calo a 253 punti base. L’impostazione di base della manovra non cambia in seguito all’accordo, ma la rendono meno efficace per il rilancio dell’economia. Nel 2020 e 2021 per, si torna al punto di partenza, con il ripristino e il rafforzamento delle clausole che prevedono l’aumento dell’Iva per quasi 20 miliardi.

Torna l’Iva

Per evitarli, e garantire cos il finanziamento del Reddito, di Quota 100 e degli investimenti occorrer trovare misure alternative equivalenti. L’aggiustamento della manovra parte dalla revisione delle stime di crescita: nel 2019 non si andr oltre l’1%, anche se il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, confida in un risultato migliore. Il deficit programmato per l’anno prossimo resta al 2,04%, mentre il debito dovrebbe salire leggermente quest’anno e scendere in seguito. Il deficit scenderebbe all’1,8% nel 2020 e all’1,5% nel 2021.

Tagli e nuove tasse

Per tenere insieme il quadro, per, occorrono sacrifici importanti: meno spese e pi tasse del previsto. Nel 2019 la dotazione del Reddito di cittadinanza scende da 9 a 7,1 miliardi, quella per le pensioni da 6,7 a 4,7 miliardi. C’ un taglio di 2,2 miliardi agli investimenti, tra Ferrovie (800 milioni), Fondo Sociale europeo (600), progetti comunitari (860) e fondo per la competitivit (75 milioni). Altri 2 miliardi di spese restano “congelate” dalla clausola pretesa dalla Ue per blindare la manovra. Anche se Tria confida di sbloccarli presto grazie al calo atteso della spesa per gli interessi. Gli investimenti sulla carta ammontano a 20,7 miliardi nel triennio: tra questi ci, per il 2019, ci sono i 3,6 per il dissesto idrogeologico e la sicurezza della viabilit considerati “spesa eccezionale” e non conteggiati nel deficit.

Stop alle assunzioni

Per risparmiare, nel 2019, le assunzioni nella pubblica amministrazione vengono rinviate a fine novembre, e nei limiti del turnover. Poi arrivano anche nuove tasse: un prelievo unico sui giochi e le scommesse, che porterebbe 450 milioni, e le imposte sulle transazioni digitali.

La nuova webtax

Chi vende pubblicit, servizi o raccoglie dati online e ha un fatturato di oltre 750 milioni di euro, e quindi i giganti del Web come Amazon, Google, Airbnb, pagher un’aliquota aggiuntiva (forse il 3%) sul reddito prodotto. Scatta anche la doppia sforbiciata sulle pensioni alte, e si prevede un taglio agli sgravi per le imprese. Saltano il credito di imposta per chi acquista beni strumentali, e quello legato alle deduzioni Irap in alcune regioni, ma anche lo sgravio Ires dal 24 al 15% per gli enti non commerciali.

Dismissioni record

Nel 2020 dovranno aggiungersi altre misure, perch la sforbiciata rispetto alla versione originale della manovra sale a 12,2 miliardi, e altre ancora nel 2021, quando ne serviranno 15,9. Oltre all’eventuale sterilizzazione dell’Iva che scatter nel 2020, portando l’aliquota al 25%, con un aggravio di imposte di 19,2 miliardi e di 19,6 nel 2021. Ma non basta, perch bisogna anche far diminuire il debito. E qui l’impegno del governo da far tremare le vene ai polsi, con il previsto incasso di 18 miliardi nel 2019.

19 dicembre 2018 (modifica il 19 dicembre 2018 | 21:29)

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