L’Inter e Spalletti insieme per forza, il derby non decide il futuro del tecnico


Rimane. Con una certezza: non ha una scadenza a breve termine. L’eliminazione dall’Europa League non porter all’esonero di Luciano Spalletti e neppure una sconfitta nel derby disarcioner l’allenatore, a meno di un clamoroso rovescio. Il messaggio della societ netto. L’allenatore non c’entra niente. Le difficolt nascono indipendentemente dal nome dell’allenatore. Spalletti sta conducendo la squadra nel migliore dei modi, con lui dobbiamo arrivare all’importante traguardo della Champions, la sentenza dell’amministratore delegato Beppe Marotta. C’ amarezza per la sconfitta, anche se in realt ci mancavano nove giocatori su 23. Quella con il Milan una partita importante, non decisiva, sottolinea Marotta.

L’eliminazione in Europa League ha lasciato scorie, il tecnico ha brevemente parlato con la squadra, oggi nella vigilia del derby riprender il discorso. I tasti sono sempre gli stessi: reazione, carattere, obiettivo comune.

I mali dell’Inter vengono da lontano, da una rosa povera di qualit, mal costruita, da un centrocampo con giocatori dalle caratteristiche simili, dallo choc causato dal caso Icardi. Nella degradazione dell’argentino non esistono vincenti: hanno perso tutti.

L’attaccante ha compromesso il suo rapporto con il club, l’allenatore si privato di un elemento chiave, la societ non riuscita ancora a sboccare la situazione. La mediazione dell’avvocato Paolo Nicoletti non pu durare all’infinito. Si sfiorato il reintegro la settimana passata, ci si andati vicini anche all’inizio di questa: sempre sfumato per una parola di troppo di una delle due componenti: Icardi e Spalletti.

Gran parte dello spogliatoio ha capito che raggiungere la Champions senza l’ex capitano sar ancor pi difficile, non Perisic fermo sulle sue posizioni, per non spetta a lui decidere. Dopo il derby arriva la sosta di campionato e la situazione pu sbloccarsi. Ora c’ bisogno di una mossa dell’allenatore. Tutti i protagonisti di una vicenda paradossale hanno mostrato i muscoli, con l’orgoglio per non si va in Champions League, si finisce all’inferno nonostante continuino ad arrivare quotidianamente, da ogni parte, messaggi d’amore per l’Inter.

L’obiettivo chiaro, come arrivarci da capire. Il futuro? Si chiama Milan, una partita in cui bisogner tirare fuori ancor di pi l’orgoglio e quel senso di appartenenza, sono elementi indispensabili per poter raggiungere il quarto posto, sottolinea Marotta che la finestra su giugno la tiene chiusa. Considero l’Inter ancora in fase di crescita societaria. L’obiettivo di questa stagione non pu che essere il quarto posto, aggiunge l’ad. Altro non pu dire.

A fine anno per ci sar una ristrutturazione. Champions o no, Spalletti sar congedato. La famiglia Zhang, che soffre moltissimo le sconfitte, soprattutto quelle europee, ha sempre voluto Antonio Conte e l’ex tecnico del Chelsea resta il favorito. Bisogna per stare attenti alla Juventus: nel caso in cui Max Allegri decidesse di lasciare potrebbe virare sul suo ex allenatore. Dovessero sfumare Conte o Allegri, le alternative sono Maurizio Sarri o Marco Giampaolo.

L’allenatore la pietra angolare su cui costruire la nuova casa. Gli altri mattoni saranno i giocatori. Con l’arrivo di Godin la difesa il reparto che preoccupa meno. Da rifondare il centrocampo e l’attacco: Perisic in lista d’uscita, da vedere che sar di Icardi. Ci sono da attendersi novit anche tra i dirigenti.

Il pensiero per ora il Milan, per chiudere la brutta pagina dell’eliminazione e non aprirne un’altra peggiore.

15 marzo 2019 (modifica il 15 marzo 2019 | 22:28)

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