Liberty Lines, 72 dipendenti licenziati


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di Rita Maria Stanca

72 dipendenti della compagnia di navigazione italiana, Liberty Lines, che garantivano l’operatività degli aliscafi della tratta Messina- Reggio Calabria sono stati ufficialmente licenziati. Dichiarati in esubero dalla società trapanese che, dal 30 settembre scorso ha perso l’appalto dei collegamenti veloci tra i porti di Messina e Reggio Calabria.

La Liberty Lines infatti, dal primo di ottobre non gestisce più i collegamenti veloci. «La conclusione della procedura di licenziamento – afferma Monica Mascia, Segretario nazionale della Fit-Cisl – nasce a seguito della decisione del Ministero dei Trasporti di assegnare la concessione del servizio passeggeri ad un’altra azienda, la Blueferries, senza prevedere le dovute tutele sociali e contrattuali. Quindi le lavoratrici e i lavoratori – prosegue – ora vedono le loro vite e quelle delle loro famiglie in grave rischio».

«La grave situazione venutasi a creare ci ha visto intervenire ai vari livelli – spiega Mascia – In più occasioni, abbiamo richiesto e sollecitato il Ministro dello Sviluppo per una convocazione per esaminare la situazione attraverso un confronto, al fine di affrontare le ricadute in termini occupazionali sui marittimi e nel contesto territoriale. Purtroppo, con molto rammarico, dobbiamo riscontrare che, alla data odierna, non abbiamo ricevuto nessuna risposta da parte del dicastero».

«Inoltre – afferma Mascia –  non appaiono chiare le motivazioni che hanno spinto il Governo ad affidare a Bluferries il servizio piuttosto che prorogare l’appalto alla Liberty Lines, nelle more dell’espletamento della nuova gara».

“Per questi motivi – conclude il Segretario nazionale – sollecitiamo ancora una volta il Ministro dello Sviluppo affinché valuti con la massima cura le nostre richieste, finalizzati a trovare nel più breve tempo possibile una soluzione per il reinserimento lavorativo di questi 72 dipendenti , soprattutto in una terra martoriata e dilaniata dalla crisi finanziaria come la Sicilia, questa situazione comporta una ulteriore perdita di posti di lavoro».

«Ci sorprende questo silenzio del Ministro – conclude Mascia – perché fino ad oggi si è sempre dimostrato attento, interessato e disponibile ad ascoltare tutti. Ribadiamo, pertanto, la nostra richiesta di un suo immediato intervento».


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