L’evasione fiscale? grave come l’omicidio per i cittadini europei


Situazione economica instabile, welfare, diseguaglianze sociali, disoccupazione, migrazioni, tecnologie e innovazione, ambiente, sicurezza: sono le otto sfide pi importanti individuate da Deloitte a livello globale con un focus sull’Europa. Sfide che rendono necessarie risorse economiche importanti e di fronte alle quali i sistemi fiscali si dimostrano inadeguati. Riformarli dunque urgente, ma come? Ancora prima dei modelli importante il percorso da seguire, tenendo in considerazione percezioni e bisogni di tutti gli stakeholder, dai cittadini e le imprese alle istituzioni. E in particolare, quale ruolo deve svolgere la Ue? Su questi macro temi si svolge marted 19 marzo a Bruxelles la seconda edizione dello Strategy Council Europe promosso da Deloitte.

La gestione delle sfide globali, spiega Andrea Poggi, Clients & industries leader Deloitte Italy, richiede oggi almeno il 36% del Pil globale, circa il 45% di quello nazionale nei Paesi industrializzati. Le risorse destinate non sono per in grado di indirizzare i vari fenomeni verso la piena soluzione. Si pensi per esempio al welfare, per cui si spende circa il 17% del Pil globale, ma il 70% della popolazione vive ancora senza una adeguata protezione sociale. E se l’inadeguatezza delle risorse rappresenta il problema di base, percezioni e aspettative dei cittadini rendono ancora pi significativa l’urgenza e la complessit delle possibili soluzioni. Secondo un sondaggio di Deloitte in sei Paesi europei (Italia, Francia, Germania, Grecia, Svezia e Gran Bretagna) le sfide pi importanti sono tre: diseguaglianze sociali, disoccupazione, migrazioni. Le stesse rispetto alle quali ritenuta inadeguata la gestione da parte dei governi per mancanza di strategie (48%) e insufficienti risorse economiche (39%). Perci l’84% dei cittadini considera prioritaria la riforma fiscale.

Che dovrebbe tener conto anche di alcune significative percezioni: 6 cittadini su 10 valutano il Fisco come un nemico, 8 su 10 sono insoddisfatti, 7 su 10 lo valutano iniquo a vantaggio delle industrie nazionali e multinazionali e a svantaggio dei cittadini con reddito fisso, quasi 8 su 10 ritengono l’evasione il fenomeno pi critico e 5 su 10 la considerano di gravit paragonabile a un omicidio. L’82% pensa che la riduzione del fardello delle imposte sia sostenibile senza tagliare i servizi fondamentali, sanit e istruzione, per il 44% riducendo gli sprechi. Per quanto riguarda il modello da adottare, per 8 cittadini su 10 deve restare la progressivit, la politica fiscale deve rendere il Paese pi attrattivo e competitivo, 6-7 su 10 sono a favore di un’armonizzazione dei sistemi di tassazione e di un uguale rigore in tutta Europa. Pochi Paesi hanno messo in campo riforme in grado di orientarsi su tutti i fronti e le aspettative emersi dal sondaggio, dice Poggi. Deloitte suggerisce perci un cambio di metodo: il processo di riforma deve partire non dai laboratori tecnici ma dall’ascolto degli stakeholder. E la Ue, aggiunge Poggi, ha il compito di vigilare sulle norme fiscali nazionali per garantire siano coerenti con alcune sue politiche. Deve diventare sempre pi stella polare in grado di delineare la rotta di evoluzione dei sistemi fiscali: aumentare la competitivit e promuovere l’equit sociale.


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