L’effetto Gregucci, la bandiera Lucioni e la dura lotta per la A –


Il nuovo anno rinfresca subito le idee: in questa B non ci sono padroni per sempre. Chiedere al Palermo per avere una conferma certificata. Reduce da 11 mesi d’imbattibilità al Barbera, la capolista piega le gambe contro una Salernitana già plasmata da Gregucci, ma dopo aver sciupato l’inverosimile con calciatori forse un po’ distratti, prima ancora che dal mercato, dalle prospettive future. I contraccolpi societari, in effetti, dopo le scintille tra la proprietà inglese entrante e l’attuale dirigenza voluta da Zamparini ma non ancora uscente, rischiano di gettare un’ombra sulle possibilità di una compagine che nel girone d’andata ha staccato tutti. Ma ora si è aperto un nuovo campionato e farsi distrarre potrebbe essere letale. 

LA LEZIONE DI STELLONE – Lo sa bene Stellone che nella passata stagione si è scottato nella concitata finale di Frosinone, un’esperienza da non ripetere perché l’obiettivo per il club rosa stavolta è una questione vitale. Ecco perché il tecnico capitolino sdrammatizza e rilancia, sapendo bene che per arrivare alla fine, inchiodati lassù davanti a tutti, bisognerà lavorare tanto e soffrire. E così, la più dura delle sconfitte può diventare una lezione preziosa. Anche perché alle spalle di Nestorovski & C. incalzano fastidiose antagoniste. L’ex Corini che regola davanti al Ct Mancini un Perugia orgoglioso e ingenuo è un segno dei tempi. Nesta s’aggrappa alla prova dei suoi, ma perde un’altra opportunità. Il Brescia a -2 dalla vetta, invece, fa riflettere, aspettando gli esiti dello spezzatino che propone all’Adriatico contro un indomito Rastelli il Pescara di Pillon, altro convitato di pietra che incombe sul festoso banchetto per la A. 
 

LIVERANI E BUCCHI – Un traguardo mai uscito dalla testa di Lecce e Benevento che hanno incrociato le reciproche ambizioni annullandosi ma confermando che con salentini e sanniti bisognerà fare i conti. Liverani se la gioca dopo aver rischiato di perdere Lucioni sul mercato. Vedremo se il centrale difensivo ternano diventerà una bandiera leccese dopo esserlo stato nel Sannio, rapporto poi abortito senza che nessuno ne chiarisse le ragioni. Stavolta ci ha ripensato, due addii strappalacrime nella stessa stagione sarebbero stati troppi anche per lui. Intanto, le emozioni fanno brutti scherzi e da una sua esitazione è nato il pari meritato da Bucchi che lancia altri segnali ai naviganti. La Strega è pronta a dare battaglia. L’impeto, d’altra parte, è la cifra di questo torneo. Anche in zona salvezza. Fa festa il Foggia con Iemmello, complice un errore dal dischetto di Vitale che punisce Castori: dal possibile pari a un ko amaro è un attimo in una B equilibrata che non smette di intrigare. Come l’incrocio tra il Cosenza di Braglia e l’Ascoli di Vivarini di oggi al San Vito nella classica sfida da dentro o fuori con un occhio alla continuità ma senza fare calcoli.


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