Leclerc, è una questione di stile: così questa Ferrari è perfetta per lui


gi una star. Sono bastati due giorni, il secondo Gp in tuta rossa, per conquistare una popolarit enorme, fatta di ammirazione e simpatia. Tutto in Bahrein. Prima pole della carriera, una gara fatta di sorpassi, precisione e sfortuna, l’intero repertorio che distingue un beniamino.

Charles Leclerc pare il principe perfetto per questa Ferrari, non solo perch nato nel Principato di Monaco 21 anni fa, 16 ottobre 1997, l’anno in cui Jacques Villeneuve vinceva il Mondiale battendo Michael Schumacher, protagonista di una clamorosa scorrettezza a Jerez. Villeneuve-Schumacher-Ferrari. I nomi compongono ora accostamenti suggestivi. Proprio Jacques fu protagonista di un arrembaggio altrettanto clamoroso alla F1 quando comparve sulla scena nel 1996; suo padre Gilles manifestava una vivacit e una freschezza simili a quelle che emana Charles e che conquistano il cuore degli appassionati; Schumacher il punto di riferimento assoluto e costante per chi guida, in particolare per chi guida una Ferrari.


Leclerc, da «piccolo principe» a «squalo rosso», la promessa ha la stoffa del campione



Da promessa a campione


Non solo: c’ una prima somiglianza tecnica e stilistica che permette di accostare Leclerc a Schumi, con tutte le cautele del caso: entrambi interpretano con particolare efficacia macchine sovrasterzanti. Non sono gli unici, intendiamoci, ogni pilota di alto livello sfrutta il controsterzo, ma c’ chi in queste condizioni si trova a proprio agio e riesce a spingere con una naturalezza connessa alla vocazione. Per sovrasterzo si intende una macchina che in curva porta verso l’interno, cosa che pregiudica l’aderenza innescando spesso una sbandata del retrotreno. Comportamento che genera massima libidine in chi guarda perch la derapata un ingrediente tipico dello spettacolo motoristico. Di traverso, ecco. Nuvolari come Clark; Rindt come Senna; Gilles come Schumi: fotografie e fotogrammi come coccarde della passione.


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Mercedes – Lewis Hamilton


Leclerc, a detta di chi lo segue da vicino, fa parte di questa schiera di campioni capaci di sguazzare nei pressi del limite con una efficacissima padronanza. Il che richiede freddezza e lucidit non date necessariamente ad un ragazzino costretto a filare, ma anche ad evitare strafalcioni, trattandosi di Ferrari. Anche questo un punto di forza di Carletto, mostrato soprattutto in qualifica quando ha resistito in pole senza una sbavatura sul giro secco.

Testa, dunque. Una maturit che viene dal carattere e forse dalle sofferenze precoci prodotte dalla morte del padre Herv, due anni fa, e dalla scomparsa del suo amico Jules Bianchi nel 2015. Due avvenimenti tragici che — come accade spesso e senza consolazione — devono averlo aiutato a scovare una energia diversa, una consapevolezza pi profonda. Dunque, non solo talento. Il viaggio di Leclerc breve ma pi complesso di quanto mostrino i suoi sorrisi; la sua forza ha una radice intima ma gi solida.

8 aprile 2019 (modifica il 8 aprile 2019 | 22:08)

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