«Leaning T0wer», la torre di Pisa del debito vista dal Financial Times


Due modi molto diversi per illustrare il medesimo problema, quello del colossale debito italiano visto con gli occhi (dell’opinione pubblica) di due grandi Paesi europei. Questa mattina, dopo il downgrading delle prospettive del debito pubblico italiano da parte di Standard & Poor’s (giudizio BBB ma prospettive di lungo termine passate da «stabili» a «negative») il Financial Times mette in apertura del sito un vignetta del Ingram Pinn (uno dei più celebri disegnatori satirici in Gran Bretagna) che mostra un Giovanni Tria che si affanna a spiegare il testo della manovra ai partner europei mentre viene aggiunto un altro «big coin» alla torre pendente del debito pubblico italiano. “The leaning Tower”, la Torre di Pisa è per i britannici uno dei luoghi stupefacenti delle bellezze italiane fin dai tempi del Grand Tour.

Stride il confronto tra questa immagine fondamentalmente benevola (lo stupore per la torre che pende ma che non crolla mai) con l’approccio moralistico e duramente accusatorio di un’altra celebre copertina, quella apparsa sul settimanale tedesco Spiegel a maggio di quest’anno. In una foto ripresa dall’alto la piccola baia di Portofino viene mostrata stracolma di yacht e di imbarcazioni di lusso. Il titolo del servizio non è altrettanto benevolo «Italia, lo scroccone di Roma”. Il termine usato «Schnorrer» è una parola yiddish con pesanti connotazioni negative. Lo Spiegel, ricordiamolo, ha al suo attivo una lunga serie di copertine «antitaliane» a partire dal quella celebre degli anni Settanta che mostrava una P38 posata su di un piatto di spaghetti ai tempi del terrorismo. I luoghi comuni hanno modi diversi per manifestarsi. Resta la sostanza del problema, cui ancora ieri sera, sera ironia e senza accuse, l’agenzia Standard & Poor’s con il suo giudizio di venerdì sera ha richiamato il governo di Roma

27 ottobre 2018 (modifica il 27 ottobre 2018 | 08:46)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *