Le tasse da pagare? Puoi lavorare per il Comune con il ‘baratto amministrativo’


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ZZZZ baratto amm.

di Laura Bonani

La paga oraria va da 7,50-8, €.  Non malaccio, di questi tempi. E’ un modo, poi, per sdebitarsi con lo Stato. Pagare le tasse. Sì, le tasse. Parliamo di Imu, Tasi, Tari.

Lo strumento che consente di pagare il fisco con il proprio lavoro si chiama ‘baratto amministrativo’. Come funziona?  Lo spiega bene il Dl 133/2014:  “I comuni, previa delibera, possono fissare un regolamento per interventi di riqualifica del territorio proposti dai cittadini:  pulizia facciate/manutenzione/abbellimento di aree verdi-piazze-strade.  Ed anche per il recupero di immobili inutilizzati”.   I cittadini con problemi economici,  in breve,  possono mettere a disposizione un tot di ore  che verranno retribuite.  Sono previsti precisi requisiti: certificare lo stato di disagio; avere tributi scaduti; aver fatto richiesta al comune e aver ottenuto il benestare.  Fino ad oggi, i comuni che hanno adottato il ‘baratto amministrativo’  sono pochi.  Ad eccezione di Milano, sono soltanto quelli piccoli.

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La legge (aggiornata due volte dalla Corte dei Conti) ha dei punti fermi:  non può essere applicata a debiti pregressi e non può estendersi alle imprese. Deve seguire sempre un regolamento comunale. I centri che l’hanno attuata hanno stilato criteri e programmi ad hoc.  In pratica, l’iter di applicazione non è semplicissimo.  L’ispirazione, però, è stata quella di dare un segnale di solidarietà agli abitanti. Offrire una chance.  Un modo per dire ‘non sei in grado di pagare i tributi?…offrici il tuo lavoro…ed evitiamo le pendenze”.

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“Ho lavorato per il comune per 3 anni in cambio della cancellazione delle tasse – spiega Francesco Antonio Sanna di Invorio, Novara -. Mi sono informato…e avevo i requisiti previsti dalla norma: un reddito Isee inferiore agli 8500, €  oltre a una serie di difficoltà. La mia domanda è stata accolta…e così, ho pulito le strade/ho fatto manutenzione/volantinaggio  etc etc.  Oggi?  Oggi, i debiti li ho saldati…ma continuo a fare lo stesso lavoro. Il comune ha deciso d’inglobarmi nell’amministrazione”.

Invorio (4500 anime) è stato il comune pilota del ‘baratto amministrativo’: il 1° a fissare le casistiche in cui è possibile richiederlo.  Sulla base (naturalmente) dal budget  che l’amministrazione stanzia per la cura del territorio: qui, si parte dagli 8000, €  e la paga oraria è di 7,50 €.  Su 21 progetti fino ad oggi presentati, hanno potuto aderire una dozzina di persone. I lavori riguardano la tinteggiatura facciate/la sistemazione verde pubblico/la pulizia stradale. Chi viene reclutato ha le coperture assicurative.

Un altro esempio in cui ‘questo strumento’ (ancora poco conosciuto) ha preso piede  è quello del comune di Fermo: 38000 residenti.  La domanda si può inoltrare sia a titolo individuale sia come associazioni-gruppi di cittadini. Ogni anno (è attivo già da due), vengono stanziati fra gli 8,-15000, €  per riqualificare il territorio. E vengono elencati i casi possibili.  Certo, nelle piccole comunità, è facile che la voglia di migliorare l’area in cui si vive sia più forte. Che scatti  la ‘logica di collaborare’ con l’amministrazione.

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“Sono capitata, un po’ per caso, al Centro di riabilitazione Montessori  – racconta Ionela Aleonte, ritrattista e artista di strada a Fermo -. Ho regalato un mio dipinto… e mi son resa disponibile a collaborare per valorizzare il centro urbano. Poi, ho avanzato un progetto di pubblica utilità: per i bambini.  Rientrava nei ‘casi’ del bando…ed è stato approvato.  E’ stato un mezzo di scambio per pagare tasse e multe. Fino al saldo del debito-rifiuti”.

All’ispirazione di Ionela sul come rivalutare Fermo si è unito un altro artista che ha realizzato un murale di 40 metri per 2 di altezza.  Il baratto amministrativo è diventato un matrimonio cittadino-comune.  Ben riuscito.


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