«Lavori, per il digitale ne spariranno milioni ma ne nasceranno il doppio»


A dispetto dei luoghi comuni, i Millennials sono pi favorevoli a un lavoro con stipendio fisso rispetto alle persone anziane: hanno visto le difficolt di chi, genitori o parenti, ha perso il posto durante la Grande Crisi e oggi chiedono pi stabilit. Andando avanti di diverse generazioni, l’allungamento delle aspettative di vita rende i lavoratori capaci di restare pi a lungo in servizio. E forse, quello da mandare in pensione sar il concetto stesso di pensione. Che dire poi della societ del tempo libero che, secondo qualcuno, vedr crollare in futuro il numero di ore dedicate al lavoro? Come predire l’avvenire da una palla di vetro, commenta con un sorriso Martine Ferland, la top manager che da 30 anni si occupa di questi temi, nuova ceo mondiale di Mercer, societ di consulenza per le imprese sui temi del capitale umano, dalla formazione alla organizzazione, fino ai servizi attuariali.

Presente in 42 Paesi, Mercer parte del gruppo Marsh & McLennan Company, quotato a Wall Street. Di passaggio a Milano (in arrivo dall’Olanda e con destinazione Barcellona), Ferland ha raccontato all’Economia la sua visione del lavoro che sar. A partire dal’impatto dell’automazione tecnologica, con le enormi sfide che ci aspettano. E che possiamo vincere. Oggi chi gira per gli hotel in Giappone, Paese dove c’ una delle popolazioni pi vecchie al mondo, quasi non parla con nessuno: arriva un robot che ti d la chiave della stanza o fa altre incombenze. In strutture di cura delle persone ci sono robot che portano la pastiglia da prendere e in qualche modo accudiscono i degenti. Alcuni lavori sono gi automatizzati, e in futuro questa tendenza continuer, spiega Ferland. Numeri impressionanti: nel giro di cinque anni spariranno 60 milioni di attivit, lavori o specifiche mansioni conosciute finora. Dalle banche alle fabbriche, dai negozi agli stessi uffici di consulenza, l’impatto sar largo. Lo scenario cambier anche per noi che facciamo consulting. La ricerca di numeri sar svolta da sistemi di intelligenza artificiale. E dovremo offrire meno numeri ma pi interpretazioni per i clienti. Per, la buona notizia che, assicura l’esperta, in pochi anni nasceranno quasi il doppio dei lavori, ma in modalit nuove.

Un esempio? Se vent’anni fa entravamo in un’officina di automobili, vedevamo il meccanico chino sul motore. Oggi deve guardare lo schermo di un computer collegato al veicolo e saperne di elettronica e tecnologia. Non parliamo pi di white o blue collar, tutto si sta mischiando. Senza contare che il calo demografico che non riguarda solo l’Occidente ma comincia a interessare la Cina, render necessaria la presenza di uomini e donne a svolgere attivit non sostituibili dall’automazione. E come affrontiamo questo nuovo scenario? Con una poderosa opera di reskilling: un lavoratore su due ha bisogno di essere formato nuovamente, di migliorare le proprie competenze. Per le persone pi anziane parliamo di upskill: un salto in avanti per affrontare gli ultimi anni prima della pensione: c’ chi ha molta energia e potrebbe continuare a lungo, fino a mandare in pensione il concetto di pensione. Le sorprese Poi ci sono le giovani generazioni, che spesso sorprendono. Secondo una ricerca sociologica su due milioni di lavoratori svolta da Haig Nalbantian, (partner di Mercer) la Grande Crisi ha prodotto nei Millennials (classi 1980-1995) mutamenti di rilievo in tema di lavoro: rispetto ai fratelli maggiori sono pi orientati al base-pay, la gerarchia conta per guadagnare in carriera. Dunque, il messaggio di Ferland : entrare nel job market abbandonando il vecchio schema studio-lavoro-pensione. Sar tutto fluido, al termine della formazione si inizia a lavorare, poi si pu tornare a studiare o si fa un periodo sabbatico e di nuovo in attivit. I percorsi saranno molto individuali e diversi da oggi. Questo scenario richiede una grande alleanza tra governi, aziende, scuole, universit e famiglie e una enorme operazione di mind set, di cambio di mentalit.


http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *