Laurea, il riscatto diventa flessibile Ma solo per chi lavora dal ‘96 in poi


Chi oggi chiede il riscatto della laurea, per andare in pensione prima, farebbe bene a mettersi seduto. Il conto presentato, in termini di contributi da versare, quasi sempre salatissimo. Per capire: una donna di 40 anni con 11 anni di lavoro alle spalle e un reddito di 36 mila euro lordi l’anno, dovrebbe pagare 65 mila euro. Due anni di stipendio. Pochi se lo possono permettere, molti rinunciano. Ma le regole potrebbero cambiare e il riscatto della laurea potrebbe diventare flessibile. Cosa vuol dire?

Sar il diretto interessato a decidere quanti soldi versare all’Inps per far valere come lavorativi gli anni di universit. Accettando una pensione pi bassa se verser poco. Ma guadagnando comunque quattro o cinque anni, a seconda della durata del suo corso di laurea, verso il traguardo della pensione. Le nuove regole dovrebbero essere perfezionate a breve, ed entrare nell’emendamento o nel decreto legge che definir il meccanismo di quota 100, cio la possibilit di lasciare il lavoro con 62 anni d’et e 38 di contributi. Ma non faranno sentire subito i loro effetti.

A poter sfruttare il riscatto flessibile della laurea sar solo chi ha cominciato a lavorare, e versare i contributi previdenziali, dopo il primo gennaio del 1996. Non una data scelta a caso. Chi ha cominciato a lavorare dopo quel giorno, infatti, avr la pensione con il sistema contributivo. Un assegno, cio, calcolato sulla base dei contributi versati nel corso di tutta la sua vita lavorativa. Chi invece in quel momento gi lavorava e versava i contributi, avr una pensione retributiva o mista, cio calcolata sulla base dello stipendio incassato nel corso della sua vita. E quindi tendenzialmente pi alta.

Il riscatto flessibile, in sostanza, diventa un piccolo vantaggio per chi si vedr applicare un metodo di calcolo meno vantaggioso. Ma come funzioner nel dettaglio? Gi oggi possibile il riscatto parziale della laurea. I contributi previdenziali, cio, si possono versare non per tutti gli anni del corso di laurea ma solo per alcuni. Il nuovo riscatto sarebbe invece flessibile: invece dei 65 mila euro chiesti nell’esempio all’inizio di questo articolo, la nostra donna di 40 anni potrebbe decidere di pagarne solo 10 mila. In questo modo il suo futuro assegno sarebbe pi basso perch scenderebbe il suo montante contributivo, cio la somma dei contributi versati nel corso della sua vita. Ma potrebbe comunque guadagnare del tempo e lasciare il lavoro prima.

Del riscatto flessibile si era gi discusso in passato. Anche il governo Renzi ci aveva pensato. Ma l’ipotesi era stata poi scartata perch si pensava di applicarlo a tutti, non solo a chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996. In quel caso, per, avrebbe avuto un costo notevole e immediato per lo Stato.

27 novembre 2018 (modifica il 28 novembre 2018 | 08:02)

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