L’Atalanta dei record a primavera sboccia: così la Champions non è un miraggio


Quattro squilli di tromba in un quarto d’ora sentiti nitidamente anche a Milano dai tifosi rossoneri e interisti. Nella corsa a un posto al sole in Champions si inserita in modo prepotente l’Atalanta di Gasperini, la squadra pi in forma del campionato con 13 punti nelle ultime cinque partite, uno in pi della Juventus capolista.

Numeri figli di un gioco che prevede il pressing a tutto campo, riconquista della sfera a ridosso dell’area avversaria e pazienza nel giro palla (56,5% di possesso, nessuno meglio dei bergamaschi). Caratteristiche iper offensive che fanno subire qualche gol di troppo (41, gli stessi, per dire, dell’Udinese sedicesima in classifica), ma che garantiscono una potenza di fuoco davanti invidiabile. Come dimostrano i 64 gol siglati finora che pongono l’attacco dell’Atalanta sopra tutti e che consentiranno a breve di battere il primato storico del club, quello delle 66 reti del 1930.


L’Atalanta corre verso la Champions: i tre punti di forza della banda di Gasperini



Quale Europa?


Non solo tattica e tecnica, ma anche una condizione fisica talmente elevata da far sembrare un quattrocentista anche Ilicic, uno che ha sempre avuto la nomea di giocatore iper raffinato, ma poco disponibile al sacrificio e alla corsa. Gasp, se possibile, ha addirittura aumentato l’efficacia sotto porta dello sloveno ( a 11 gol, a due dal record in carriera ottenuto con la Fiorentina nel 2016) e la sua bellezza nella trequarti d’attacco, ma lo ha convinto a ripiegare e a dare una mano in fase difensiva.

Stesso discorso per il Papu Gomez, meno incisivo sotto rete rispetto ai compagni d’attacco, ma imprescindibile per la qualit che fornisce nel collegamento tra centrocampo e attacco nel ruolo reinventato di trequartista, lui che sempre stato un attaccante esterno. A completare il trio delle meraviglie c’ Duvan Zapata, che contro il Bologna ha insaccato il ventesimo gol in campionato. Ma che si fatto sventolare sotto il naso un cartellino giallo (evitabile il fallo di mano commesso sul 4-1) che gli far perdere, per squalifica, il big match per l’Inter (oltre a lui mancher l’infortunato Toloi). Da capire come verr sostituito e non da escludere l’utilizzo del Papu o di Ilicic da falso nueve con l’inserimento di Pasalic sulla linea della trequarti. A maggior ragione dopo la mezzora impalpabile gioved sera di Barrow, il sostituto (quasi) naturale del colombiano. Vedremo.

Quello che certo che l’Atalanta non toglier il piede dall’acceleratore. A prescindere dal risultato di San Siro. Lo dimostra la storia recente. Nelle dodici partite finali delle ultime due stagioni, i bergamaschi hanno raccolto 21 e 22 punti piazzandosi, rispettivamente, al quarto e terzo posto della mini classifica. In entrambi i casi, meglio dell’Inter. Senza contare quello che successe due anni fa quando furono protagonisti della clamorosa sconfitta per 7-1 di San Siro che invece di tagliar loro le gambe nella corsa all’Europa League, diede la spinta decisiva per raggiungere il quarto posto: dopo quella debacle, i nerazzurri furono protagonisti di una striscia positiva fino al termine del campionato, con cinque vittorie e altrettanti pareggi. L’Inter, al contrario, visse un calvario che la port a chiudere al settimo posto, addirittura fuori dall’Europa.

5 aprile 2019 (modifica il 5 aprile 2019 | 21:54)

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