L’aeroporto dei record per far decollare i sogni del sultano Erdogan –


Megaprogetti, grandi costruzioni. Il nuovo aeroporto di Istanbul viene inaugurato oggi, nel novantacinquesimo anniversario della Repubblica di Turchia: una data importante. Questo aeroporto è il grande sogno di Erdogan, progettato per diventare il più grande hub del mondo. La costruzione dell’aeroporto fa parte di una serie di megaprogetti per il 2023, il centenario della Repubblica di Turchia. Come si chiamerà questo aeroporto non è ancora dato sapere. Erdogan dovrebbe annunciarne il nome nella giornata di oggi.

La data di inaugurazione non è casuale. Il regime del «Sultano» vuole infatti lanciare un preciso segnale: per la prima volta quest’anno la festa della Repubblica si terrà ufficialmente a Istanbul e non ad Ankara. I simbolismi hanno molta importanza. Questa è una data che contiene significati, una data che nella storia e nella cultura turca conta moltissimo. La data scelta per l’inaugurazione serve a creare un simbolo per la nuova Turchia di Erdogan. «Oggi noi non costruiamo solo un aeroporto, ma un monumento alla Vittoria», ha detto Erdogan. E questya vittoria non poteva che partire dalla metropoli sul Bosforo e non dalla capitale della penisola anatolica. Nonostante Ankara sia la capitale, Erdogan è legatissimo a Istanbul, di cui è stato il sindaco, e ne vuole fare la sua vera città simbolo. E non è un caso se le opposizioni hanno deciso che non si uniranno ai festeggiamenti nella città dei due continenti ma continueranno a festeggiare dove hanno sempre festeggiato: ad Ankara, la città di Ataturk, la città della Repubblica.

Le grandi opere danno nuove prospettive a un Paese fondamentale nello scacchiere mediorientale. Istanbul è il simbolo della Turchia ottomana, Ankara è il simbolo della Turchia repubblicana. A Istanbul c’erano i palazzi e la sede del Gran Palazzo di Costantinopoli. Ankara, invece, è la città di Mustafa Kemal Ataturk, il padre della Turchia moderna. Ataturk è ancora amatissimo, è colui che ha cambiato il volto della Turchia, rendendola laica e contemporanea.

All’apertura vera e propria, che avverrà il 31 ottobre, il nuovo aeroporto di Istanbul servirà 90 milioni di passeggeri all’anno. Al suo completamento, tra dieci anni, servirà fino a 200 milioni di viaggiatori all’anno: quasi il doppio del traffico nel più grande aeroporto del mondo, quello di Atlanta Hartsfield-Jackson. Decine di migliaia di lavoratori si sono affrettati a finire l’aeroporto per rispettare la scadenza del 29 ottobre, voluta da Erdogan. E c’è anche un tocco di made in Italy: la torre di controllo di questo nuovo aeroporto, fatta a forma di tulipano (simbolo della Turchia), è firmata da Pininfarina, è supertecnologica e ha vinto l’International Architecture Award 2016.

La prima fase di costruzione è durata tre anni ed è costata 7,2 miliardi di dollari. Le proteste a causa delle cattive condizioni di lavoro e dei morti provocati dal maxicantiere sembravano dover rallentare il progetto, anche se il ministero del Lavoro della Turchia ha smentito i media, dicendo che a febbraio 27 lavoratori sono morti sul posto a causa di «problemi di salute e incidenti stradali».

Tutti i voli si trasferiranno nel nuovo aeroporto alla fine di dicembre, quando il principale aeroporto internazionale di Istanbul, intitolato proprio al fondatore della Turchia Mustafa Kemal Ataturk, verrà chiuso. Oggi l’aeroporto di Ataturk gestisce flussi di 64 milioni di persone all’anno. Nella parte asiatica della città, invece, l’aeroporto Sabiha Gokcen che gestisce 31 milioni di passeggeri, resterà aperto.


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