L’addio a Bertolucci: scandaloso visionario –


Quando gli chiedevano del futuro del cinema, lui che era stato
innovatore rivoluzionario di quell’arte, descriveva scenari
immaginifici poco lontani dal vero: «Non passerà
più nelle sale, avrà altri supporti, magari
sarà proiettato sul viso di una ragazza». Bernardo
Bertolucci era così, un creatore visionario, un artefice di
parole irresistibili, un incantatore dal sorriso gentile. Un
gigante del cinema. Non solo del cinema. Se n’è andato
ieri all’alba, nella bella casa romana di via della Lungara,
con la moglie Clare Peploe accanto, stroncato da una crisi
respiratoria e dalle complicanze di un tumore. Aveva 77 anni e da
tempo era costretto alla sedia a rotelle per i postumi di un
intervento alla schiena malriuscito, ma il coraggio di vivere,
anche la gioia fanciullesca di vivere, dopo l’iniziale
disperazione non gli erano mai venuti meno. Coraggioso, aveva
continuato a fare film, adeguando il proprio inesausto talento alle
diverse capacità di espressione. Generoso di sé, si
era buttato a capofitto nello studio delle nuove tecnologie,
riconoscendo nel 3D «un tappeto volante della
creatività», ma nulla che avesse a che fare con i
roboanti kolossal fantascientifici alla «Avatar»,
piuttosto un mezzo capace di «andare ancora più a
fondo nel fondo dei personaggi». E questo aveva fatto nelle
ultime prove del suo smisurato talento, per
«L’assedio» e «Io e te», raffinati film
«da camera» carichi di un’energia trattenuta e
però sempre pronta a filtrare da un’inquadratura
sapiente, da uno sguardo speciale sulle emozioni e sul mondo.

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Martedì 27 Novembre 2018, 07:30
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