La Var in cortocircuito è terreno di scontro: tensione coi vertici arbitrali


La Var in cortocircuito, ormai sotto gli occhi di tutti. Altra settimana, altra scossa tremenda, a dimostrazione che la crisi sempre pi nera, profonda, inquietante. E a preoccupare, pi che il sistema in s, sul quale comunque occorre mettere mano e l’Aia la prima a saperlo tanto da aver gi inviato un dossier all’Ifab con possibili correttivi al protocollo, il rapporto fiduciario fra le parti che si sta logorando ogni giorno di pi. Sprofondo Var: da strumento distensivo s’ trasformata in terreno di scontro. E ora, che poi l’aspetto peggiore, tutti contro tutti. Guerra aperta.


N Nicchi n il designatore Rizzoli hanno voluto replicare: va interpretato come un silenzio politico che potrebbe durare anche a lungo. L’Aia, che negli ultimi mesi aveva allentato la tradizionale consegna del no comment, intende cos dare un segnale: voi ci attaccate, noi ce ne torniamo zitti e non spieghiamo pi nulla. Ad ogni modo sull’episodio dell’Olimpico i vertici concordano: era rigore, ragione per la quale l’internazionale Di Bello verr fermato per qualche partita, e probabilmente con lui anche Chiffi, il Var alla prima stagione in A che non intervenuto per segnalargli l’episodio.

Diversa la ricostruzione del derby, sui due rigori reclamati dal Toro: l, sempre secondo i vertici, Guida ha fatto bene a non andarsi a rivedere le due situazioni con le immagini televisive ma a fidarsi del giudizio dal campo. La direttiva attuale chiara: per i contrasti relativi alla parte alta del corpo meglio favorire il giudizio dal vivo, che permette di valutare meglio l’intensit, su quelli a terra, tra gambe, meglio il video. Eppure l’interrogativo resta e non si pu ignorarlo: perch non andarsi comunque a rivedere le immagini? Erano due episodi delicati, in area: se la tecnologia c’, perch non utilizzarla sempre e comunque, come succede per falli di mano e fuorigioco? Forse davvero gli arbitri temono di perdere centralit? Se cosi, non va bene per niente.

Tant’ che la stessa Aia, nel suo dossier all’Ifab, suggerisce (saggiamente) l’ipotesi di apportare alcune modifiche al protocollo passando ad esempio dalla contestatissima dicitura attuale (chiaro ed evidente errore) a una classificazione dettagliata di casi nei quali la tecnologia deve intervenire. L’obiettivo allargare il raggio d’azione diminuendo i buchi neri, vedremo cosa ne penser il Board. L’Aia sta riflettendo poi sempre pi concretamente sul progetto di allestire un pool specializzato di addetti alla Var, magari inserendo arbitri che hanno appena chiuso la carriera sul campo, in modo da avere davanti agli schermi solo profili esperti. Servirebbe a risolvere una criticit sottovalutata: quando l’addetto alla Var meno navigato dell’arbitro centrale, troppo spesso avviene che sia restio nel correggerlo. Si chiama rapporto di forza. esattamente ci che avvenuto all’Olimpico, esattamente uno dei cortocircuiti che ci sta mandando in panne la Var.

17 dicembre 2018 (modifica il 17 dicembre 2018 | 22:52)

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