La sfida della bellezza ora digitale,


Milano, 23 novembre 2018 – 16:15

Tra e-retailer e social il mercato del beauty online stato stimato in 300 milioni di euro e le stime prevedono che per il 2021 toccher quota 650 milioni


Il mercato della bellezza — cosmetica — online? Un affare stellare. Negli ultimi anni, la beauty industry ha vissuto una radicale trasformazione guidata dall’influenza delle tecnologie digitali e dal loro impatto sul comportamento dei consumatori e sulla comunicazione, conferma a Corriere Innovazione, Jason Forbes, Chief Media & Digital Officer di Coty, il moloch delle beauty company con un fatturato di oltre 9 miliardi di dollari che sta investendo molto su innovazione e digitale. E pu contare sulle competenze interne di Beamly, l’agenzia MarTech acquisita nel 2015. E poich lo scopo di Coty celebrare e liberare la diversit della bellezza — continua Forbes —, facile intuire come i canali digitali, con il loro raggio d’azione illimitato, siano un supporto perfetto. Numeri? Nei nostri principali mercati ci sono oggi oltre 1,2 miliardi di consumatori che usano dispositivi mobili per collegarsi al Web e il loro comportamento online offre informazioni preziose per comunicare meglio i nostri prodotti e le esperienze collegate. L’intelligenza artificiale, gli assistenti virtuali e la realt aumentata, stanno creando nuovi modi per acquistare e nuovi modi per conoscere i consumatori. I social network favoriscono il dialogo bidirezionale, la vicinanza e la conoscenza delle loro necessit.

Risultato? I nostri marchi stanno diventando “digital-first” con un modo di pensare digitale e orientato al mobile. Abbiamo adottato un approccio integrato all’e-commerce, alle piattaforme social, agli influencer e ai media: una scelta confermata dai progressi nell’e-commerce, che oggi supera il 10% delle vendite di Coty. Best practice digitali? Abbiamo lanciato con Amazon Let’s Get Ready una “skill” visuale progettata per il servizio vocale Alexa. Let’s Get Ready offre consigli personalizzati di bellezza e look originali, con oltre 2.000 combinazioni di colore per capelli, occhi e pelle. Video-tutorial e suggerimenti pratici su come truccarsi e pettinarsi sulla base delle caratteristiche individuali e dell’occasione in abbinamento con brand come Rimmel, Max Factor, Bourjois e Sally Hansen. Ma anche, per citare solo alcuni esempi, in Coty Luxury, le attivit e-commerce sono gestite attraverso e-retailers puri e le piattaforme di e-commerce dei nostri clienti. E il brand Philosophy ha un sito di vendita diretta al consumatore. Supportiamo costantemente i nostri clienti e partner per garantire l’alta qualit dell’e-commerce e di recente abbiamo introdotto alcuni nostri brand su Amazon.

Il mercato del beauty online stato stimato in 300 milioni di euro: un business lievitato del 30% l’anno negli ultimi anni (valeva solo 100 milioni circa nel 2013). . Nel 2017 ben 5 milioni di persone hanno acquistato prodotti di cosmetica online almeno una volta, 2,5 milioni sono invece acquirenti abituali.

La conferma del volano digitale per la cosmetica arriva anche dalla ricerca annuale di EY, The luxury and cosmetic financial factbook 2018: nel triennio che ci porter al 2021 il settore crescer al ritmo del +4,5% trainato da proprio innovazione oltrech dalla customizzazione. Alcuni fenomeni sociali influenzeranno sempre di pi l’allargarsi di questo mercato: se nel 2030 ben 5 miliardi di persone vivranno nelle grandi citt. Questo porter ad una sempre maggiore socializzazione ma anche a cercare prodotti curativi contro fenomeni come l’inquinamento. E se la vita si allunga saranno sempre di pi le persone alla ricerca di creme e prodotti di bellezza. Con un picco di operazioni di merger& acquisition: nel 2017 sono state 81 contro le 57 del 2016. E le aziende di pi grandi dimensioni, come Este Lauder sono anche le pi attive.

Il web rappresenta per i marchi nuovi o piccoli una grande opportunit per raggiungere i consumatori, senza i costi della distribuzione classica, ribadisce al Corriere Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia (che dal 1967 riunisce oltre 500 aziende di settore). Il fatturato del mercato cosmetico italiano nel 2017 ha sfiorato gli 11 miliardi di euro, con un trend dell’export che ha generato un saldo commerciale attivo di oltre 2,5 miliardi di euro (di pi, la filiera completa – dai macchinari agli imballaggi fino al prodotto finito- supera i 15.600 milioni). E i vincitori degli ultimi mesi si stanno rivelando i monomarca e le vendite on-line.

I prodotti che funzionano meglio? Make-up e skin care. Con i marchi di cosmetica online che in Italia vendono intorno ai 52 milioni di euro l’anno: tra i big player di questo nuovo mercato ci sono Kiko Milano con quasi 8 milioni di euro e Bottega Verde con quasi 6 milioni fatturati online. E ovviamente ci sono le piattaforme multimarca, da Sephora che fa oltre 20,3 milioni di euro a Douglas (7,8) a Marionnaud Paris (2,6).

Non solo big player per. Marchi di nicchia italiani come Bottega Verde hanno fatto del canale digital un asset. Muovendosi in modo pionieristico.Si pu dire che Bottega Verde stata una vera pioniera sul web: il brand infatti ha aperto il proprio canale di vendita digitale nel 1998, anni in cui l’e-commerce era ancora agli albori — spiega a Corriere Innovazione l’amministratore delegato Benedetto Lavino —. Nascendo all’interno di un gruppo che si sempre occupato di vendita a distanza, il marchio stato fin dall’inizio una sorta di e-commerce “ante litteram”. Dalla vendita a catalogo inviato per posta (ancora oggi uno dei canali di vendita dell’azienda) a quella attraverso il sito Internet il passo stato breve, anzi si pu dire che stata un’evoluzione naturale grazie alla capacit di gestire la relazione diretta con il cliente, che ci ha permesso di costruire una leadership in questo settore, confermata anche da numerosi riconoscimenti.

Il modello di business? L’azienda formula, produce e distribuisce direttamente i propri prodotti nei propri canali di vendita, garantendo cos eccellenza qualitativa a prezzi accessibili. E quanto vale adesso il fatturato web di Bottega Verde e quali sono i progetti di espansione futura? L’e-commerce Bottega Verde continua a crescere in doppia cifra diventando, insieme al digital in generale, una risorsa fondamentale per lo sviluppo della marca. Da tempo il brand ha impostato una strategia di sviluppo che mette il cliente al centro, l’omnicanalit dunque una delle direttrici fondamentali di questa strategia. L’azienda impegnata a rispondere attivamente alle recenti tendenze dei comportamenti d’acquisto che vedono nell’ e-store non solo una piattaforma dove generare vendite ma luogo dove entrare in contatto con il brand, trovare informazioni rilevanti sul prodotto e qualificare la decisione di acquisto che pu avvenire sia online sia nel negozio fisico pi vicino. La volont di rendere sempre pi integrata la sinergia tra sito e punti vendita supportata dalla presenza di un’unica piattaforma di CRM che permette ad esempio al cliente di utilizzare la carta fedelt in entrambi i canali. Anche la consegna integrata: si pu comprare sul web e ritirare il pacco senza spese aggiuntive direttamente in uno degli oltre 400 punti vendita bottega Verde. Parlando sempre di futuro e in particolare di progetti di espansione c’ sicuramente l’interesse a sviluppare il nostro modello oltre confine integrando sempre di pi servizi e logistica.

Il nostro progetto online? Dovevamo esserci perch oggi anche per il mondo dei prodotti di bellezza impossibile non essere sul web, vuol, dire tagliare fuori una fetta consistente di nuovi consumatori millennial. Ma non volevamo cannibalizza i canali distributivi classici, quello delle farmacie in primis, spiega a Corriere Innovazione Filippo Manucci, al timone di Als Groupe Italia e Presidente della divisione farmacie e drugstore del gruppo nella sede parigina. Come? Offrendo online principalmente una vetrina dei nostri prodotti da acquistare anche con l’opzione pick and pay nelle farmacie. Perch ragionare in modo digital vuol dire per noi creare traffico nei punti fisici dove sono in vendita i nostri prodotti Lierac, Phyto o Jowae.

Con lo stesso obiettivo, nel 2018 partita l’iniziativa dedicata ai top clients, le Pharmacie d’Excellence. Si tratta del progetto Digital Empowerment, ovvero un piano di formazione avanzata che punta a migliorare la comunicazione di ciascun punto vendita grazie a un uso efficace dei social media: il fine ultimo quello di aumentare il traffico in farmacia — continua Manucci —. Adesso il secondo step: affiancare gli e-retailer delle farmacie nel processo di sviluppo dei siti di e-commerce: gi 16 gli accordi presi. Ma il digital per noi anche molto di pi: consente per esempio di utilizzare i tutorial video, sempre pi ricercati dalle nuove consumatrici che vogliono sapere su tutto oltrech sui prodotti sul metodo di utilizzo.

Ha capitalizzato sull’esperienza di Brandsdistribution (il marketplace della moda B2B) e guardato ai movimenti globali dove molti big player della cosmetica, da Este Lauder a L’Oral, hanno fatto shopping di brand venduti online, il progetto beauty nato in digitale, Skinlabo. Ci siamo detti: perch non lanciare una linea di cosmetici solo online in Italia?, spiega Angelo Muratore ceo di Skinlabo, il progetto di cosmetica solo online lanciato con un pool di soci tra i quali Walter Ricciotti, co-fondatore di Quadrivio (Private equity) ed ex Procter & Gamble e Stefano Gaetani, ex ceo di Bioderma ed ex LVMH divisione cosmetica.

Gi Este Lauder nel 2016 ha rilevato Too Faced cosmetics per 1.45 miliardi di dollari e Becca per 200 milioni, dopo aver fatto suo anche GlamGlow per 100 milioni. Mentre il big d’Oltralpe L’Oral dopo NYX per 500 milioni di dollari ha preso It Cosmetics per 1.2 miliardi di dollari.

Siamo partiti nel 2015 con un piccolo brand di cosmetica testato sul canale distributivo di moda, Brandsdistribution e visto il successo del test abbiamo dato vita a una vera e propria start-up della cosmetica che andato online con i primi prodotti a gennaio 2017: adesso conta gi 10 mila clienti. Perch funziona? Perch saltando un passaggio distributivo, consente di vendere prodotti cosmetici di qualit a prezzo competitivo. E perch l’-e-commerce continua a crescere — conclude Muratore: risultato chiudiamo il 2018 a 1 milione di euro di fatturato e 15 mila clienti, con il piano di arrivare a 120 mila clienti e 6 milioni di giro d’affari nel 2020.

Prodotti cosmetici da acquistare online ma anche servizi di bellezza da prenotare via web. la scommessa di Madame Miranda, prima piattaforma di servizi hair & beauty on demand in Italia nata dall’intuizione di due ex Yoox, Diamante Rossetti e Gioia Fiorani. Che dopo il test a Milano un anno fa con una trentina di professioniste dei trattamenti beauty per soddisfare richieste che vanno dai massaggi anti stress al make-up e adesso ha raddoppiato con una piattaforma di servizi prenotabili anche a Roma.

E shopping di bellezza online anche per impegnarsi socialmente. Cos Rimmel ha appena lanciato una campagna digitale #Iwillnotbedeleted per affrontare il cyberbullismo della bellezza che impedisce alle persone di esprimersi completamente sui social media per timore di commenti negativi. In collaborazione con Cybersmile Foundation, Rimmel realizzer un innovativo assistente virtuale per segnalare servizi di assistenza e organizzazioni e aiutare cos le persone vittime di cyberbullismo. In Italia, sono stati coinvolti giovani influencer per sensibilizzare i pi giovani sull’argomento.

23 novembre 2018 | 16:15

© RIPRODUZIONE RISERVATA


https://www.corriere.it/rss/homepage_innovazione.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *