La Roma, ex anti-Juve, pensa al 4° posto: «È ancora vicino, basta negatività»


C’era una volta Juve-Roma ma ora è rimasta solo la Juve. Per anni è stato il big-match ma adesso la classifica — con i giallorossi a -22 dopo 16 partite — l’ha retrocessa. L’anno scorso, alla 17ª, la Roma andò a Torino a -3 ma con una gara da recuperare. Allegri, nei giorni scorsi, ha persino ipotizzato un turno di riposo per Cristiano Ronaldo. Sarebbe stato uno schiaffo all’antica antagonista, trattata come una neopromossa.


I precedenti della Roma allo Stadium sono agghiaccianti: 7 partite e 7 sconfitte tra campionato e Coppa Italia con in panchina Luis Enrique, Zeman, Garcia, Spalletti e Di Francesco, che ricorda così la sua prima volta: «Ero al Sassuolo: nello spogliatoio degli ospiti c’è scritto tutto quello che la Juventus ha vinto e questo ti mette in soggezione. Dobbiamo essere bravi a cancellare tutte le situazioni negative che aleggiano intorno alla Roma e concentrarci su questa gara per fare un risultato importante, che in questo momento sarebbe storico».

La Juve non è più la vera rivale, ora bisogna lottare per il quarto posto. Così, anche se mai citato per nome e cognome, nel mirino ci finiscono Luciano Spalletti e la sua Inter: «Non mi meraviglia il cammino della Juve, piuttosto siamo mancati noi. Il quarto posto però non è distante e siamo negli ottavi di Champions, mentre ci sono società che hanno investito tanto e non ci sono. Sento parlare di girone facile, ma altre volte contro un avversario facile non si è passato nemmeno il preliminare». Chiaro il riferimento a Porto-Roma 2016-2017.

Tra i convocati c’è di nuovo Dzeko, che Di Francesco porterà in panchina: «Viene da un lungo stop, non ha i 90’ nelle gambe». Ancora out Pellegrini, El Shaarawy e De Rossi, che è quello che preoccupa di più per il problema alla cartilagine del ginocchio. «A gennaio dovremo fare qualcosa sul mercato», chiude Di Francesco. Saranno Sassuolo e Parma, ancor più della Juve cannibale, a dire se sarà lui a parlarne con Monchi. Nella peggiore delle ipotesi, l’unico nome rimasto è Paulo Sousa.

21 dicembre 2018 (modifica il 21 dicembre 2018 | 22:58)

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