La ripresa traina la pubblicità «L’anno chiude a più 1,7-1,8%»


La pubblicit? Meglio delle attese. Avevamo stimato una crescita degli investimenti dell’1,5%, invece chiudiamo il 2018 con un aumento dell’1,7-1,8%, oltre le nostre previsioni, grazie alla ripresa dell’economia che, purtroppo, negli ultimi 3 o 4 mesi ha frenato per l’incertezza legata alla manovra. Gli italiani hanno ridotto i consumi per risparmiare di pi, ma questo non ha intaccato la fiducia delle imprese, almeno per ora, afferma Lorenzo Sassoli de Bianchi, 66 anni presidente dell’Upa, l’Associazione degli utenti della pubblicit. E si dice fiducioso sul futuro.

Il governo ha tagliato le stime di crescita a +1% per il 2019. Cosa prevede l’Upa?

Gli investimenti pubblicitari continueranno a crescere per il quinto anno consecutivo, stimiamo un aumento dello 0,8%. Saliranno gli investimenti delle medie aziende italiane, mentre vediamo stabili quelli delle multinazionali estere, che rappresentano il 25% degli investimenti pubblicitari in Italia.

Quali saranno i settori trainanti?

L’automobile e la cura della persona, l’alimentare invece stabile, mentre sono in calo la finanza e le telecomunicazioni.

Stimiamo una lieve crescita per la tv generalista, un’avanzata significativa per il digitale, che quest’anno chiude a +7%, la radio continua ad andare bene, mentre la carta stampata continua a scendere, ma c’ un rallentamento del declino. Purtroppo il problema strutturale, con il continuo travaso degli investimenti dalla carta a Internet.

Si dichiara fiducioso. Cosa la fa essere ottimista?

La spinta al cambiamento genuina e c’ la possibilit di agire per cambiare il Paese, che quello che chiede la gente. Come? Attraverso incentivi economici, morali e sociali. I primi sono i pi difficili da realizzare, perch rischiano di aumentare ancora il debito pubblico gi enorme. Un esempio di incentivo sociale l’assunzione dei giovani al posto del reddito di cittadinanza, ma anche la riduzione della burocrazia o il taglio dei tempi della giustizia. Quanto agli incentivi morali, il pi importante quello legato all’evasione fiscale: bisognerebbe esporre alla pubblica vergogna chi evade il fisco, perch la che si nascondono risorse enormi. Ma di questo non sento parlare. Ma la mia fiducia nasce soprattutto dai giovani.

I Millenials sono una generazione consapevole, piena di iniziative, intelligente, senza pregiudizi, alla disperata ricerca di valori. Li conosco bene, ho un figlio di 29 anni, regista. Un esempio virtuoso di Millenials? Chiara Ferragni, che si sottopone all’istituto di auto disciplina pubblicitaria. E’ la prima blogger a farlo, un atto di grande responsabilit da parte di un Millenial che accetta di rispettare le regole. Perci dobbiamo scommettere sui giovani.

Anche i ministri del governo sono molto giovani.

E si comportano come tali. I giovani si credono onnipotenti. Assistiamo a desideri e aspirazioni di giovani politici eletti per cambiare il Paese, ma che si scontrano con la realt di un enorme debito pubblico, il nostro vero problema. E’ necessaria responsabilit, una politica meno narcisista e pi orientata a guardare la realt. Salvini e Di Maio devono usare il forte consenso che hanno per far crescere il Paese senza focalizzarsi sulle singole promesse elettorali, quindi con un esame di realt. L’accordo con l’Europa un segnale positivo.

20 dicembre 2018 (modifica il 20 dicembre 2018 | 09:42)

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