La Regina in lacrime. Vonn s’arrende: «Il mio fisico mi sta tradendo»


La sconfitta, le lacrime, l’inchino e i fiori di Sofia Goggia, il probabile e immediato ritiro. Avviene tutto nel parterre della sua Cortina e in un turbinio di emozioni indescrivibili. il momento del dubbio. Lindsey Vonn, singhiozzando, alza le braccia come chi sa di essere sconfitto: Il mio corpo mi inibisce, mi impedisce di sciare come vorrei e come potrei. A questo punto non so che cosa pensare: mi prender un paio di giorni per riflettere e per decidere. giusto che una fuoriclasse esibisca ogni sua debolezza fisica? No. Deambula male, Lindsey. Soffre anche se lo maschera, non riesce pi a tirare una curva e il superG, gara numero 100 della storia sulle Tofane, il luogo dove lei ha trionfato ben dodici volte, lo ha di nuovo spiegato: sbattuta fuori linea a met percorso.

Poco distante c’ invece Mikaela Shiffrin che si prende la vittoria numero 54 della carriera, uguagliando Hermann Maier. Il destino non combina mai a caso gli eventi: la Regina dello sci, 82 primi posti ma un attacco al record di Ingemar Stenmark (86) virtualmente svanito, consegna il testimone alla fuoriclasse di appena 23 anni che sar la Vonn del domani. O gi del presente, anche se Miki — che ha ricevuto i complimenti della connazionale — rifugge da confronti e da parallelismi, insomma dai concetti che i media, avidamente, cercano di carpirle: Sono stata una sua tifosa, la sua etica del lavoro mi ha ispirato. Ma le nostre carriere si sono incrociate poco perch mentre io esplodevo, lei era spesso infortunata. Il suo ritiro cambier poco per me: se c’ Lindsey, monopolizza le attenzioni. Se invece manca, tutto pi normale. Io, comunque, sar sempre pi timida.

Prigioniera del corpo, l’arma in pi che ha usato per battere le avversarie e scalare la gloria. C’ un paradosso nell’epilogo della Vonn ed l’aspetto crudele di un momento duro, addolcito solo dall’affetto di Cortina (Mi hanno mostrato un filmato sui miei 18 anni di competizioni qui: un qualcosa che andato oltre lo sci, non mi aspettavo tanto amore) e dal gesto della Goggia, colei che le ha negato l’oro olimpico e che le ha soffiato la coppa di discesa in quella Aare nella quale, tra due settimane al Mondiale, l’azzurra molto probabilmente ci sar e l’americana quasi sicuramente no.

Sofia, in attesa dei test di Garmisch e forse del rientro ufficiale nella discesa tedesca, oggi sar apripista in una gara Fis. Si accorta che stava mancando un evento storico e allora salita a rotta di collo fino a Cortina (Mi sar fulminata” tutti i punti della patente) per correre con i fiori da Lindsey. Un abbraccio lungo e sentito, un pensiero profondo. Volevo solo darle un piccolo omaggio e ringraziarla a nome di tutte noi sciatrici di oggi: non ci siamo ancora accorte del suo valore; non realizziamo che abbiamo corso nell’era della Vonn e che lo potremo raccontare tra 50 anni. Non ci siamo dette nulla, era il suo momento: l’ho sentita vibrare in un dolore che da un lato sa di nostalgia e fa malissimo, ma che dall’altro, se lo vivi con questa intensit, fa assaporare il gusto della vita. Ho avvertito tutto questo e ho preso un pezzettino delle sue emozioni: ero commossa pure io.

Le loro strade adesso si dividono. So che la fine in arrivo sospira la Vonn, mentre la Goggia alle soglie del rientro. Lo affronta con orgoglio (Io non resto in seconda marcia) e mandando al diavolo i calcoli: Se mi preoccupassi del ranking, quale valore avrebbero le mie medaglie, la mia coppa e la mia storia? Le montagne si scalano, si scendono e si risalgono.

20 gennaio 2019 (modifica il 20 gennaio 2019 | 22:44)

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