La prudenza di Tria sui conti pubblici Limatina al deficit e taglio alle spese


La prudenza di Tria sui conti pubblici Limatina al deficit e taglio alle spese
Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria

solo un decimale, lo 0,1 per cento del prodotto interno lordo. Poco pi di un miliardo e mezzo di euro, una cifra minuscola nel bilancio dello Stato, ma che per il ministro dell’Economia avrebbe un valore politico molto pi consistente. Dare una piccolissima sforbiciata al deficit strutturale di quest’anno, facendo meglio di quanto promesso a Bruxelles, sostiene Giovanni Tria, darebbe una credibilit molto maggiore alla politica di bilancio, in vista di un 2020 molto difficile. E riuscirebbe ad allontanare, molto probabilmente, anche la tentazione della Ue di aprire la procedura di infrazione sul debito, che non cala. Cos, dopo i colloqui avuti a Bucarest con i Commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, Tria arriver oggi a al vertice convocato a Palazzo Chigi, alla vigilia dell’approvazione del Def, il primo documento di finanza pubblica dell’anno, con un piano piuttosto prudente.

Linea prudente

Il Def che stanno mettendo a punto i tecnici del Tesoro prende atto del rallentamento dell’economia mondiale, ma non prevede una manovra correttiva, a parte la limatina al disavanzo di fondo, quello depurato dall’impatto negativo della congiuntura, da attuare a livello amministrativo e non con nuove misure. E rimarr piuttosto vago sulle scelte future. I conti del bilancio 2020 vengono presentati incorporando l’aumento dell’Iva di 23 miliardi previsto a legislazione vigente, verr confermato l’impegno politico alla sua eliminazione, ma non ci si sbilancer in questa fase a spiegare dove e come recuperare risorse alternative di importo equivalente.

Il nodo flat tax

Su questo Tria daccordo con Conte, Lega e M5S. Ci sar invece da discutere, oggi, sul peso da attribuire ad alcuni progetti politici della maggioranza, a cominciare dalla flat tax. La Lega, anche per motivi elettorali, spinge per indicare chiaramente nel Def le linee della riduzione delle imposte per la famiglia. Tria preferirebbe rimanere pi sul vago, per non dover essere obbligato a indicare contestualmente anche come finanziare quegli sgravi. E insiste perch Quota 100 sia confermata come misura temporanea, perch solo cos tollerata dalla Ue. Per Tria sono accorgimenti tattici, pi che sostanziali, ma la discussione nel governo aperta. Come ci sar da discutere sulle misure per blindare il bilancio di quest’anno, che Tria considera indispensabile.

Crescita allo 0,3%

Il peggioramento della congiuntura deriva quasi interamente dall’estero, e dal calo della domanda internazionale. Pesano le prospettive della Brexit, la guerra commerciale tra gli Usa e la Cina. La stessa locomotiva d’Europa, la Germania, accusa una battuta d’arresto e noi, da sempre subfornitori, la subiamo pi di altri. La crescita di quest’anno viaggia cos sullo 0,1%, molto meno dell’1% stimato pochi mesi fa, mentre il deficit tendenziale sale verso il 2,4 (contro il 2,04 promesso alla Ue). Non ci sar, per, una manovra correttiva dei conti, perch in questo quadro una stretta all’economia sarebbe controproducente.

Lo stimolo dai decreti

Piuttosto, il Def verr accompagnato dai due decreti, quello sulla crescita e lo sblocca-cantieri, su cui il governo confida per spingere la congiuntura. Secondo il Mef i due provvedimenti valgono 0,2-0,3 punti di maggior crescita. L’obiettivo verr stabilito allo 0,3%, con il deficit al 2,4%, ma si tratta, dicono al Mef di una stima prudenziale. Che non tiene conto, ad esempio, di 8 miliardi di Tfr che quest’anno verr anticipato ai dipendenti pubblici che andranno in pensione con Quota 100, e che sar finanziato dalle banche.

Taglio di 2 miliardi

Tria convinto della necessit di una politica di bilancio espansiva anche per il 2020, ma al tempo stesso ritiene fondamentale assicurare la tenuta dei conti di quest’anno. Per questo suggerisce una correzione minima del deficit strutturale, quello a cui guarda la Commissione Ue. Il deficit “vero”, depurato dall’effetto della congiuntura, promesso alla Ue per quest’anno sarebbe l’1,3% del prodotto interno lordo. Senza molti sforzi potrebbe essere corretto all’1,2%, dando un segnale di buona volont alla Ue. E in quest’ottica, e soprattutto in base agli accordi presi, occorrer probabilmente sacrificare definitivamente anche i 2 miliardi di spesa congelati a inizio anno. Sono fondi ministeriali, in gran parte destinati agli incentivi alle imprese (640 milioni), alla mobilit locale (300), ma anche all’universit (70) e ai diritti sociali e alla famiglia (40).

Il problema del debito

Puntellare il disavanzo di quest’anno, per Tria, sarebbe la garanzia migliore per evitare una possibile procedura sul debito, che gi l’anno scorso era fuori linea. doveva scendere e invece aumentato. E quest’anno la storia rischia di ripetersi: in bilancio ci sono 19 miliardi di privatizzazioni, che tuttavia appaiono quasi impossibili da realizzare. Sul piatto, per il momento, c’ solo un piano, ormai quasi definito, per la dismissione di 41 caserme della Difesa, che valgono circa un miliardo. Si lavora anche sulla dismissione degli immobili degli enti locali, ma per abbattere il debito servirebbero privatizzazioni vere che oggi il mercato non sembra in grado di assorbire.


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