La politica intanto litiga. E alle banche centrali rimane il cerino acceso


Quello che si avvia ad essere il miglior trimestre di inizio anno delle borse dal 2010 ha una spiegazione prevalente che si chiama Federal Reserve. Ancora a fine novembre pi del 90% degli investitori sentiti da Bloomberg riteneva certo almeno un rialzo dei tassi da parte della banca centrale Usa nel corso del 2019. Ma poi le cose sono cambiate improvvisamente, tanto che gi dai primi di gennaio e fino ad oggi la quota di quelli che si aspettano un rialzo si azzerata. A far cambiare idea agli investitori stato il presidente Fed, Jerome Powell, che in gennaio disse cauto: Alla luce dei recenti sviluppi dell’economia e dei mercati e in assenza di inflazione, saremo pazienti nel determinare gli aggiustamenti nel tasso di riferimento necessari a sostenere tali sviluppi. La pazienza nel gergo dei banchieri centrali vuol dire: contrordine, l’economia rallenta, quindi per ora niente rialzi dei tassi. Al contrario di ci che si diceva solo due mesi prima. Non per caso il Dow Jones Industrial che nell’ultimo scorcio del 2018 era sceso a 22 mila ripartito fino a toccare quota 26 mila a fine febbraio. Da l l’ottimismo di Wall Street si poi spalmato sulle altre borse che hanno intravisto nuova liquidit in arrivo.

Quanto a lungo possa andare avanti il rally per dubbio. Con l’attenuarsi degli effetti positivi della riforma fiscale di Donald Trump sui profitti aziendali, la crescita Usa scender dal 3 verso il 2%, ma una recessione sembra oggi inverosimile. Pi preoccupante il rallentamento dell’Europa, dato che negli ultimi mesi tutti i grandi dell’Eurozona hanno dato forti segnali di rallentamento. E la Bce che si troverebbe a combattere una recessione a partire da tassi gi a zero. L’eventuale recessione si tradurrebbe in una riduzione dei profitti attesi e quindi prima o poi controbilancerebbe il sostegno offerto ai mercati dalle banche centrali. E poi ci sono i rischi globali, cio la Brexit – su cui nessuno azzarda pi previsioni – e l’escalation della guerra tariffaria tra Usa e Cina che ha gi pesato sul cattivo andamento delle borse nel 2018. Nell’insieme, sui mercati sembra lecito aspettarsi un proseguimento del 2019 nettamente meno positivo del primo trimestre.


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